La creatività risveglia il genio che è dentro di noi

Come e quando nascono le idee geniali? Possiamo averne tutti o è una prerogativa di pochi? Quello che sappiamo dalle neuroscienze è che tutti abbiamo idee innovative. Che diventino veramente geniali dipende molto dal fatto che superino tutte le fasi del processo creativo e che vengano messe disposizione della collettività. Produciamo, dunque, continuamente nuove idee. Se, però, esse sono stereotipate, non superano il livello delle coscienza, poiché catalogate come già note. Altre vanno avanti ma sono veramente poche e possono arrivare solo se creiamo le condizioni per la loro comparsa.

Il cervello geniale

Nel suo libro “Il cervello geniale”, il biologo argentino Estanislao Bachrach, afferma che “la rivelazione creativa è come un cellulare che suona nel bel mezzo di una festa: se il rumore di fondo è forte, non si riesce a sentirlo. Serve che si abbassi il volume del frastuono della corteccia, per poter ascoltare quel che dice l’inconscio“.


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Le idee geniali

E’ in queste condizioni che scocca la scintilla creativa. Se, infatti, le informazioni provenienti dal mondo esterno, attraverso i sensi, raggiungono il nostro cervello durante un momento di benessere consapevole (al risveglio, durante l’attività sportiva, in occasione di un viaggio o durante la pratica artistica), i cassetti della memoria, che contengono tutte le informazioni precedenti con cui la nuova informazione va a rimescolarsi, è come se si aprissero e si chiudessero vorticosamente.

Quando si creano le condizioni,

  • con gli 11.000.000.000 di bit al secondo che scambiano informazioni attraverso le sinapsi nel nostro cervello,
  • produciamo circa 2.000 nuove informazioni, di cui
  • più o meno 40 arrivano a livello della coscienza.

Di queste 40, quelle veramente innovative vengono ricordate perché accendono la lampadina. Solitamente noi cataloghiamo queste informazioni con il nome di “idee geniali”.

Creatività e genio

Il processo appena descritto, studiato da Eric Kandel e chiamato “della memoria intelligente”, genera un numero enorme di possibilità di intrecci che originano altrettante informazioni, di cui solo quelle veramente innovative e originali vengono “premiate“con il trasferimento alla neocorteccia, dove vengono elaborate ad un livello superiore, consapevole.

Una delle condizioni privilegiate, come detto, è quello della pratica creativa intenzionale.

Proprio come accade nella scrittura della fiaba nei miei laboratori sul Metodo Autobiografico Creativo per la narrazione di sé e la crescita personale, da cui è tratta la foto di copertina. E’ in un contesto di creazione di storie di fantasia, infatti, che le idee si presentano al protagonista del racconto fantastico sotto forma di soluzioni creative alle difficoltà imposte dall’antagonista.

Certo, questa è un’altra faccenda (per gli approfondimenti rimando ai link e agli altri articoli di questo sito che trattano il tema del Metodo Autobiografico Creativo con la Tecnica della Fiabazione) che esula da questo breve discorso. Ma, condividendo le idee, le si porta ad un livello di validazione sociale che ne approva l’utilità per la collettività. E’ così che le grandi trovate entrano nelle nostre case.

Come Steve Jobs?

Forse non diventeremo mai Steve Jobs e non inventeremo l’iPhone del futuro. Ma un insegnamento immediato da tutto questo lo possiamo desumere. Ed è tutto nella risposta ad una semplice domanda: “Volete scoprire il genio creativo che vive dentro di voi?” Allora, praticate l’espressione artistica in tutte le sue forme e, soprattutto, vivete in pace con voi stessi.

Potrebbe essere già un successo.

Se, però, penserete che serva altro alla vostra felicità, allora, la strada diventa un po’ più lunga ma la direzione è quella giusta.


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