L’urlo della Follia

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Nel 2011 ho condotto un percorso di aggiornamento con le maestre del II Circolo Didattico di Brindisi. Titolo del progetto: “La relazione educativa: dimensioni emotive e dinamiche di gruppo“. Insieme abbiamo lavorato sulla narrazione autobiografica per la consapevolezza di sé, con la costruzione di fiabe e storie e con le Arti Terapie. Al termine, ad ognuno ho assegnato un monologo da scrivere per dar voce ad una condizione dello spirito. Eccovi il primo appuntamento: L’urlo della Follia, pubblicato in appendice de “La tecnica della fiabazione“, la prima stesura del mio attuale libro “Il Metodo Autobiografico Creativo“. In copertina il celebre “Urlo” di Munch.

Primo appuntamento

Silenziosa e disperata o beffarda e consapevole? L’idea personale della follia rende interessante il monologo che segue. Non una condizione della mente a cui arrendersi ma un calcolo sinistro che pervade le vite altrui e ne domina gli impulsi, dalla rabbia all’amore.

Il breve testo, scritto da M., è la parte che l’autrice ha pensato per il suo ruolo nell’Invito della Follia, liberamente tratto dal più famoso racconto di Davide Saliva che a noi è servito per dar vita a emozioni, sentimenti e altre comuni condizioni umane.

Inizia così un appuntamento settimanale con i racconti autobiografici scritti per drammaturgie teatrali che terminerà con la pubblicazione del canovaccio in cui sono inseriti. Una rubrica da seguire per trarre ispirazione per lavori con i ragazzi delle prime tre classi della scuola primaria sull’alfabetizzazione emotiva.


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La relazione educativa

La Relazione Educativa: dimensioni emotive e dinamiche di gruppo.


L’urlo della Follia

Follia. Follia (urla con voce grave), follia (con voce acuta),  foolliia (con voce rauca),  foooooolliiiiiaaaaa… Sono – la – Follia!
Chissà perché la gente ha paura di me? Quando mi incontrano, tutti mi sfuggono pensando così di salvarsi. Salvarsi… ma da chi, da cosa!?

Poveri meschini, credete di essere diversi, migliori. Ma non vi accorgete che io, la Follia, riesco ad essere sottile ed invisibile. E così mi nascondo dentro di voi e salto fuori quando meno ve lo aspettate?
Ehi, dico a te, Rabbia, perché mi  guardi sorpresa?

Ma davvero credi di riuscire a tenermi lontana?
Ma non ti accorgi  di quanto siamo simili?
Quando cresci fino a scoppiare e diventi Furia, chi credi che sia con te, dentro di te?

Sono io, la Follia, che cresco e mi nutro di te, un pezzetto alla volta, poco a poco… E tu, Amore, che scegli a caso gli amanti, tu, che credi di essere il più saggio, non ti accorgi che IO sono con te sin dall’inizio del viaggio?

E se non accompagnassi più gli artisti porgendo loro la mano quante opere d’arte avremmo perduto!?
Perciò, miei cari, non affannatevi a fuggire via: non abbiate paura di me perché, un po’ di me è in ognuno di voi!


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