Le 9 domande più frequenti sulla Norma Tecnica UNI per le Arti Terapie

All’indomani dell’uscita della Norma Tecnica UNI 11592 (Professionisti operanti nel campo delle Arti Terapie), l’Ente Italiano di Unificazione Normativa ha avviato un ciclo di interviste ai rappresentanti degli enti presenti sul Tavolo Tecnico e che hanno contribuito alla stesura della stessa. Questo è il testo integrale dell’intervista da me rilasciata all’Ufficio Stampa dell’UNI di Milano l’8 Gennaio 2016, in qualità di Presidente di Artedo e di Delegato Nazionale di Confartigianato Imprese sui Tavoli UNI della Normazione Tecnica in materia di nuove professioni. 

In premessa, uno stralcio video dell’intervista.

Segue il testo integrale.

Quali sono gli obiettivi e i vantaggi della nuova norma UNI 11592 sui professionisti delle arti terapie?

La norma UNI 11592 è un documento fondamentale per una serie di ragioni e, in tal senso, rappresenta altrettanti vantaggi:

  1. è il primo documento ufficiale scritto che, pur nascendo dall’applicazione del principio della volontarietà annunciato dalla Legge 4/2013 (disciplina in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi), affronta gli aspetti tecnici della professione dell’arti terapeuta. Il che, di fatto,
  2. comporta un riconoscimento implicito della professione e degli operatori che responsabilmente sceglieranno di affermarsi in questo ambito, rispettandone le indicazioni. In altre parole, è come se, dopo anni di attesa, siano finalmente nate le professioni degli operatori della musicoterapia, della danzamovimentoterapia, della teatroterapia, dell’arteterapia e della drammaterapia. Benché non sia così…
  3. al contempo, in quanto esecuzione di una Legge dello Stato, è un’indicazione importante anche per l’utenza, da una parte, che potrà scegliere i professionisti a cui affidarsi, per non correre rischi, tra quelli in linea con i requisititi richiesti, e per la gestione di ogni genere di controversia, dall’altro, che possa generarsi in seguito ad un incarico contrattualizzato, ad esempio, con chi non aderisca ai principi della norma tecnica.

Può spiegarci in concreto che tipo di attività svolgono i professionisti delle arti terapie?

Le arti terapie sono discipline di matrice artistica e sociale. I professionisti che vi operano perseguono il benessere degli utenti, in equipe multidisciplinari o operando individualmente, secondo ciò che è richiesto dai diversi ambiti applicativi, privilegiando il canale della creatività come strumento di comunicazione, in alternativa o in sostituzione del canale verbale.

Quali novità introduce la norma UNI 11592?

Ne considero due di novità importanti introdotte dalla norma UNI 11592:

  1. la prima è aver definitivamente derubricato le arti terapie dal contesto sanitario, a dispetto del nome. Ovvero, aver specificato che il loro utilizzo in ambito clinico è consentito solo a medici e psicologi, formati anche in arti terapie, o ad arti terapeuti con la supervisione di questi ultimi. Il che ha dissipato molto dubbi in merito a possibili sovrapposizioni.
  2. La seconda novità è, a mio avviso, introduzione dell’obbligatorietà del percorso formativo ad indirizzo artistico specialistico di vertice per l’esercizio della professione. Benché, infatti, la Legge 4/2013 parli della certificazione ai sensi della Norma ISO 17024 per tutti coloro i quali ritengano di essere in possesso dei requisiti di conoscenze, abilità e competenze richiesti ai sensi di una norma tecnica, in quella per le arti terapie, la 11592, si fa esplicito riferimento ad un percorso triennale strutturato. E ciò è una tutela per l’utenza e una garanzia per i professionisti delle arti terapie che troppe volte hanno subito ingerenze da professioni collaterali (artisti, psicologi, counselor a mediazione artistica ecc.).

C’è uno specifico percorso formativo che il professionista delle arti terapie deve seguire?

Naturalmente. Per i professionisti del settore è indispensabile svolgere o aver svolto un percorso triennale da 1.200 ore (com’è nella maggior parte del mondo) improntato all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, come richiesto del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF), per un profilo specialistico afferente ad un solo linguaggio artistico di vertice (occorre, dunque, essere formati o in musicoterapia o in arteterapia o in teatroterapia o in danzamovimentoterapia o in drammaterapia ma non in linguaggi artiterapici integrati, poiché ciò, sebbene oggetto di diversi master universitari, va a scapito della specializzazione e, di conseguenza, della professionalità dell’operatore). Il monte ore formativo, richiesto come prerequisito, deve essere articolato tra studio teorico, laboratori pratici, tirocinio e supervisioni.

Quali sono le aspettative della vostra associazione nei confronti della nuova norma UNI?

L’associazione che presiedo e che sul tavolo ha rappresentato anche Confartigianato Imprese è Artedo. Con il riconoscimento informale che comporta la norma di settore, Artedo, auspica la diffusione della cultura delle arti terapie tra i giovani e le famiglie, affinché diventino sempre di più uno strumento di formazione finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro. Le arti terapie sono professioni amate e ricercate ma ancora in pochi sono a conoscenza della loro esistenza, anche su di un piano formale. L’aspettativa con l’entrata in vigore di questa norma tecnica, dunque, è un forte impulso alla professione.

Cosa sta facendo la vostra associazione per la qualificazione dei professionisti delle arti terapie alla luce della Legge n. 4/2013 sulle professioni non regolamentate?

In Artedo siamo innovatori. Accanto all’accreditamento al MIUR delle nostre attività, abbiamo chiesto ed ottenuto al CEPAS, ente di certificazione delle professioni e dei percorsi didattici, di qualificare i nostri corsi di formazione. Il che attesta la rispondenza dello schema della norma con la didattica erogata nelle nostre scuole dislocate su tutto il territorio nazionale. D’altro canto, stiamo incoraggiando tutti i nostri professionisti, sia docenti che ex allievi, a certificarsi ai sensi della 17024 per il riconoscimento delle competenze a livello europeo e l’attribuzione del coefficiente EQF stabilito dalla Norma UNI 11592 (pari a 6 punti), come indicato dalla Legge 4/2013. Ma non è tutto: abbiamo già creato una piattaforma multilingue per esportare il nostro modello e la cultura delle arti terapie a cui è ispirato anche nei paesi francofoni e anglosassoni. A Parigi siamo già presenti ma siamo ancora agli inizi.

Che qualità e quali caratteristiche devono possedere secondo lei i bravi professionisti delle Arti Terapie?

L’aspetto su cui insistiamo di più in Artedo è la capacità di ideare, progettare, presentare, eseguire e valutare un intervento con le arti terapie. Dentro questa capacità, a cui alleniamo molto nel corso della formazione nelle nostre scuole, c’è tutto l’universo delle arti terapie: c’è quello che sapere, saper fare e saper essere un professionista del nostro settore e ci sono tutte le conoscenze, abilità e competenze che l’Europa richiede.

Quanti professionisti operano oggi in Italia?

Un tempo, circa 10 anni fa si diceva che ci fossero in Italia circa mille professionisti attivi. In realtà, si trattava di una stima generosa, se si tiene conto di quanti, nel frattempo, si sono realizzati come professionisti delle arti terapie. Personalmente, prima dell’inizio della nostra esperienza con Artedo, non ricordo di essermi imbattuto in più di qualche decina di professionisti. Ma ora i tempi sono cambiati. Le scuole di formazione avranno un boom di iscrizioni e nel volgere di poco tempo le cifre aumenteranno in maniera esponenziale. Ma saranno ancora pochi: infatti, dati gli oltre 8.000 comuni d’Italia e le decine di migliaia di istituzioni pubbliche e private che avrebbero bisogno di arti terapeuti, il mercato attuale e futuro offre scenari e opportunità di lavoro interessantissime. Soprattutto, è destinato a non saturarsi mai.

Che vantaggi porterà a questa categoria l’utilizzo della norma UNI 11592?

In Italia operano circa 300.000 associazioni, con 1.000.000 di lavoratori e 5.000.000 di volontari. L’UE ha stanziato, con la misura Europa 2020, una cascata di milioni di euro per il sociale, risorse destinate anche all’Italia, al punto che sembra andrà aumentando l’incidenza del cosiddetto Terzo Settore sul PIL del nostro Paese che nel 2014 è stata circa del 4%. Non sarà difficile desumere le prospettive di successo per una professione sociale come l’arti terapeuta ora che, con la norma UNI 11592 e la certificazione 17024, la sua professionalità sarà diffusa anche in Europa. E in tutto questo non considero la libera iniziativa in mercati inesplorati e con la prospettiva di un auspicabile successo. A patto, naturalmente, che l’etica, l’attenzione all’utenza e la qualità non vengano mai messe in secondo piano. Ma per questo c’è la norma tecnica, no?

Scopri, seguendo il link, i corsi di Arti Terapie di Artedo improntati alle indicazioni della Norma Tecnica UNI 11592.

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