La vera “Buona Scuola”: ecco i punti del contratto di Governo Lega-M5S

salvini-dimaio-governo-buona-scuola

Dalla “Buona Scuola” alla “vera Buona Scuola”. Ecco un’anteprima del punto numero 27 del contratto del Governo del Cambiamento tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio che riguarda il mondo dell’istruzione. Tra i punti del programma, spiccano la centralità del ruolo del docente, la necessità dell’aggiornamento e il tema dell’inclusione.

Vi lascio al testo originale integrale (fonte: Repubblica.it), paragrafato per facilitare la consultazione, anche se a tratti scritto in una lingua italiana che non rende giustizia al tema affrontato. Ma che, se non altro, giustifica l’urgenza di un provvedimento di riforma. 

La vera “Buona Scuola”

La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia.

Per far ciò occorre pertanto ripartire innanzitutto dai nostri docenti. In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd.

  • “classi pollaio”,
  • edilizia scolastica,
  • graduatorie e
  • titoli per l’insegnamento.

Particolare attenzione dovrà essere posta al problema delle maestre diplomate.


Scarica l’App del Docente per restare informato sul mondo della scuola. E’ gratuita.
Contiene tutti i numeri della Rivista di settore Scuola4All.


Il docente è la chiave

Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico.

  • L’eccessiva precarizzazione e
  • la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti

rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire

  • da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato,
  • dall’altro un efficace sistema di formazione.

Trasferimenti e chiamata diretta

Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record) che non consentono un’adeguata continuità didattica.

Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo pertanto superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso.

La scuola inclusiva

Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo.

Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica, che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini.

Cultura e formazione continua

La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani.

Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento.

Sull’alternanza scuola-lavoro

La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento.

Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla qualità delle attività svolte, né sull’attitudine che queste hanno con il ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.

Che ne pensate?

Il testo trascritto è terminato. Ora mi chiedo che cosa ne pensino gli addetti ai lavori. Come si dice in questi casi, ambasciator non porta pena!


Se sei un insegnante, i corsi online che ti consiglio per approfondire sono acquistabili anche con Carta del Docente. Basta cliccare sull’immagine.

La relazione educativaLa Relazione Educativa: dimensioni emotive e dinamiche di gruppo.


Facebook Comments

Rispondi