Tag: rifiuto

la negazione della comunicazione
Comunicazione

La negazione della comunicazione e le relazioni patologiche

“Ma vi assicuro che non volevo dire...”, stava rispondendo Alice ma la Regina Rossa la interruppe: “È proprio questo che ti stavo rimproverando! Tu avresti voluto dire un’altra cosa! Ma a che cosa credi che serva una bambina, se non conosce il significato delle parole che dice? Anche una sciarada ha un significato... E io voglio credere che una bambina sia più importante di una sciarada. Non puoi negarlo, anche se tenti con ambedue le mani.” “Io non nego le cose con le mani”, obiettò Alice. “Nessuno dice che lo hai fatto”, disse la Regina Rossa. “Ho detto che non puoi farlo, anche se tenti”. Continua a leggere

il linguaggio spiega la nostra visione del mondo
Comunicazione

Il linguaggio che usiamo spiega la nostra visione del mondo

Il cervello umano è lo stesso degli uomini di ottomila anni fa. Lo afferma Paolo Legrenzi, Docente di Psicologia dell’Università di Padova, nel suo libro La mente. Quello che è cambiato è il concetto più immateriale di mente, a dimostrazione della non coincidenza delle due dimensioni. E', peraltro, il contributo della neurolinguistica la quale, per definire il linguaggio quale atto comunicativo, ignora le dispute tra le diverse filosofie della mente, secondo cui mente e cervello sono due entità separate, coincidenti o che si influenzano reciprocamente. Certo è che, se il cervello è rimasto lo stesso, la mente è profondamente diversa. Lo è rispetto al tempo e alle diverse aree geografiche, dimensioni in relazione alle quali il linguaggio, come espressione dei suoi contenuti, ha dato vita a culture diverse. Continua a leggere

Arti Terapie, Scuola

Come la Musicoterapia a scuola risolve il rifiuto del bambino

Si fa presto a dire: mettiamoci in cerchio e suoniamo tutti insieme. Ed ecco che stiamo facendo musicoterapia. La preparazione di un setting, lo spazio fisico e l’allestimento dei materiali necessari per svolgere un laboratorio creativo, richiede accorgimenti e preparazione, anche a seconda dei destinatari di un intervento. Quando, così, si opera in una scuola, vien quasi da pensare che sia una passeggiata di salute lavorare con i bambini. E’ l’errore più comune che commettono i musicoterapeuti in formazione o alle prime esperienze. Chiedete agli insegnanti.Continua a leggere

comunicazione e relazioni efficaci in famiglia
Crescita personale

Migliorare la comunicazione per costruire relazioni sane ed efficaci

Siamo esseri sociali: viviamo, giochiamo e lavoriamo con gli altri. Siamo portati a rifuggire la solitudine, cercando conforto nelle persone che ci circondano. Ma proprio nelle relazioni interpersonali (è questo il più grande paradosso) si nascondono i nostri conflitti più profondi. Tutte le ricerche condotte in questa direzione evidenziano che le relazioni vengono mantenute (e diventano stabili) quando al loro interno sussistono, per quanto irregolarmente, sufficienti aspetti positivi per i quali vale la pena tollerare quelli negativi. Quando, cioè, sussiste e permane quello che Thomas Gordon chiama rinforzo intermittente.Continua a leggere

Comunicazione

La differenza tra ascoltare e saper ascoltare

Non è passato molto tempo e lo ricordo ancora. Un paio di anni fa, Alberto, un mio caro amico sulla sessantina, mi chiama e mi chiede di parlarmi con una certa urgenza. Mi raggiunge dieci minuti dopo a Carmiano, in quello che era il mio ufficio prima del trasferimento a Lecce, e mi racconta la sua storia. "Ho bisogno di un consiglio" mi dice. "Ho fatto una cazzata. Mia moglie ha intercettato un sms, per così dire, un po' troppo affettuoso di una mia amica. Un casino. Mi ha cacciato di casa. Da due giorni sono tornato da mia madre. Alla mia età. E i miei figli non mi parlano."Continua a leggere

Comunicazione

Comunicare con il corpo: quando un silenzio vale più di mille parole

Serve davvero parlare, quando un silenzio può raccontare, di più e meglio di mille parole, chi siamo, quello che desideriamo, quello che pensiamo? Il corpo parla sotto forma di segnali di ogni tipo, spesso (talvolta, purtroppo!) al di là di ogni nostra intenzione. Perché si tinge del colore e prende le forme delle nostre emozioni. Le emozioni che non mentono mai, contrariamente a quello che sappiamo fare con le parole. I greci parlavano di a-leteia (ciò che non è più nascosto) per dire verità. Quella verità che è dentro di noi, nascosta nel profondo delle stanze buie dell'inconscio, che all'improvviso, qualcosa fa riemergere. Ed ecco che uno sguardo, un rossore in viso, un gesto inconsulto ci tradisce e parla di noi.Continua a leggere

Comunicazione

Perché parlare non è sinonimo di comunicare?

Siamo fatti di comunicazione. E in tutto questo, verrebbe da dire, come si usa oggi, "le chiacchiere stanno a zero". Sono le relazioni che fondano il principio della socialità di cui abbiamo bisogno per evoluzione. E le relazioni si basano sulla comunicazione. Se vuoi approfondire l'argomento, ti consiglio questo mio articolo su relazioni e  comunicazione. Ma come facevamo a comunicare prima della comparsa del linguaggio? Eppure, ci siamo comunque sviluppati grazie alle interazioni con gli altri. Solo che oggi i più dimenticano che il linguaggio verbale è un rinforzo di quello non verbale, che risponde a bisogni evolutivi più complessi e specifici, attribuendo alle due modalità ruoli inversi.

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Crescita personale

Parlare in pubblico: i segreti dei bravi relatori

Nella mia esperienza di formatore mi sono spesso imbattuto in persone con grandi competenze nel loro settore che, tuttavia, non riuscivano a trasmettere il proprio messaggio in modo efficace. Per diversi motivi. Mi sono a lungo interrogato su quali siano le caratteristiche del buon comunicatore. La domanda è: che cosa deve saper fare, saper trasmettere, un oratore, o un qualsiasi altro individuo, per lasciare un segno indelebile sulle persone a cui sta parlando? Oggi che tengo conferenze in maniera sistematica e costante, tanto in aula che sul web, ho la mia risposta a questa domanda e voglio condividerla con voi.

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