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riconoscere e capire le emozioni
Crescita personale, Scuola

Le tappe dell’intelligenza emotiva: riconoscere e capire le emozioni

Le tappe dell’intelligenza emotiva sono cinque: riconoscere, comprendere, esprimere, controllare e sfruttare le emozioni. Lo afferma Moira Mikolajczak, ricercatrice presso il Fondo Nazionale Belga e la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Lovanio, in uno studio pubblicato in italiano nell’aprile 2010 dal mensile “Mente e Cervello”. Nel suo lavoro, dal titolo Emozioni in equilibrio, la scienziata riprende ed arricchisce le conclusioni di Salovey e Mayer sull'argomento.Continua a leggere

intelligenza emotiva
Crescita personale, Scuola

Intelligenza emotiva: istruzioni per l’uso

Intelligenza emotiva è definita la capacità di collegare opportunamente le emozioni ai processi di pensiero, affinché le scelte adottate, in situazioni di stress, siano le più intelligenti possibili. E, di conseguenza, le migliori adottabili.

L’intelligenza emotiva può essere spiegata con una semplice formula: “Se mi trovo davanti ad una scelta, valutando opportunamente la ricaduta delle sue conseguenze sulla mia sfera emotiva (e anche su quella altrui), potrò decidere se sia o meno la decisione più giusta da assumere.”

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Metodo Autobiografico Creativo per la prevenzione del burn-out
Scuola

Strumenti per la prevenzione del burn-out dell’insegnante

Non accade e forse non accadrà mai. Ma sarebbe ideale che ci fossero i test psicoattitudinali anche per selezionare gli insegnanti. Solo così sarebbe attuabile una strategia di prevenzione primaria del burn-out. Ovvero, individuare in fase preliminare gli elementi di rischio nei tratti di personalità che hanno maggiore probabilità di sfociare in stress lavoro-correlato. L’alternativa, una volta immessi in ruolo, è creare idonei percorsi, come teorizzato da L. R. Mosher e L. Butti che raccomandano di utilizzare tecniche specifiche di prevenzione del burn-out. Ecco quelli più significativi.Continua a leggere

armonia e metodo autobiografico creativo
Crescita personale

Vivere in armonia con le proprie emozioni

Vivere in armonia con le proprie emozioni, anche se a volte non sono quelle che vorremmo vivere. In realtà, per natura, siamo portati a rifuggire pericoli e paure, più che perseguire la felicità. Per questo si dice che "la felicità è un attimo", mentre le emozioni negative, come paura e rabbia, finiscono per prendere il nostro tempo e covano a lungo in noi. Tuttavia, senza l'infelicità non esisterebbe la felicità. Non intendo dire che occorre perseguire lo sconforto per valorizzare la gioia. Ma solo che occorre sperimentare tutte le emozioni, ciascuna con le proprie sfumature, per essere sicuri di padroneggiare codici espressivi che diventano ascolto, capacità empatiche, relazioni sincere e vita in armonia.  Continua a leggere

pronti ad imparare
Scuola

La scolarizzazione precoce è sempre un vantaggio?

La domanda sui tempi giusti per l'avvio alla scolarizzazione è di Nele Langosch, giornalista e psicologa tedesca. In un interessante articolo dal titolo "Pronti per imparare?", pubblicato nel numero di Ottobre 2017 della rivista di Psicologia e Neuroscienze "Mente & Cervello",  l'autrice riporta i risultati di recenti indagini che sfatano il mito della scolarizzazione precoce. Psicologi e pedagogisti sono, tuttavia, ancora divisi circa la sua reale utilità per i nostri bambini.

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Crescita personale, Fiabe e storie

Il mondo incantato: creatività, conoscenza di sé e salute

La creatività è la più alta espressione dell'intelligenza, poiché permette di mettere insieme le informazioni che arrivano dal nostro mondo interiore con quelle dell'ambiente circostante.  Se il nostro scopo è capire meglio noi stessi, occorre partire dal modo in cui gli altri ci vedono. Occorre mettersi in discussione ed aver voglia di scoprirsi, dal momento che ognuno è espressione inconsapevole dei propri stati mentali ed emozionali che trapelano attraverso il comportamento. E che la creatività svela. Essa è, dunque, un ponte, un’intercapedine, tra la vita inconscia e la sua elaborazione. Solo la creatività, infatti, consente di dar forma immediata ai vissuti ed alle emozioni che vi sono collegati e di riappropriarsene in modo funzionale. Cioè, in modo che siano nuovo apprendimento su di noi e su ciò che ci accade intorno. Continua a leggere

iabe per imparare a conoscersi
Crescita personale, Fiabe e storie

Fiabe per crescere, fiabe per imparare a conoscersi

Le chiamiamo fiabe ma potrebbero essere storie di fantasia e nulla più. Ogni pretesto creativo che ci spinge a scrivere ci porta a parlare di noi. A noi. Delle diverse parti di noi e a ciascuna di esse. Un adulto, rileggendosi, nelle metafore può ritrovare se stesso e apprendere qualcosa in più. Come un esorcismo creativo. E' così che il passato, che spesso nasconde le sofferenze, diventa storia. E la storia insegna, svela soluzioni. Se è una fiaba che racconta la nostra storia, essa dà anche un volto alle nostre paure. Ce ne fa prendere consapevolezza e ci aiuta a crescere. Continua a leggere

equilibrio benessere psicofisico
Crescita personale

Consapevolezza e creatività per l’equilibrio interiore ed il benessere

Equilibrio interiore e benessere psicofisico sono i fondamenti della felicità personale e delle relazioni sane con gli altri. A loro volta, entrambi dipendono dal grado di consapevolezza che ognuno ha di se stesso. E' la consapevolezza di sé, infatti, che apre le porte alla conoscenza degli altri. Chi vive rapporti conflittuali con gli altri spesso vive, soprattutto e prima di tutto, un conflitto con se stesso.  Che si riflette, poi, nelle relazioni e nella qualità della vita professionale e sociale. Solo che, nella maggior parte dei casi non ne ha la consapevolezza.Continua a leggere

dislessia e deficit del linguaggio
Comunicazione

Neurobiologia dei deficit del linguaggio: una finestra sulla dislessia

Che cosa succede, nel cervello del bambino dislessico in relazione alla produzione e alla comprensione del linguaggio? I moderni strumenti d’indagine, che permettono di vedere il cervello in azione, hanno modificato le concezioni dominanti per buona parte del secolo scorso. Dalla teoria localizzazionista, che considerava l’area di Broca e l’area di Wernicke come predisposte a tali funzioni, di fatto, si passa ad un modello più evoluto. Modello di pensiero secondo cui le funzioni linguistiche non vengono considerate di competenza di poche, ben definite, aree. Ma dove la produzione e la decrittazione dell’informazione linguistica interessano, piuttosto, gran parte della neocorteccia e delle reti neurali distribuite in aree diverse dell’encefalo.Continua a leggere