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Comunicazione, Crescita professionale

Consigli per scrivere contenuti originali su blog e social network

Esistono poche semplici regole da conoscere per scrivere contenuti interessanti su blog, siti web e social network. La prima è la pertinenza degli argomenti con il vostro settore, anche in funzione della vostra strategia, e il target di riferimento a cui essi sono rivolti. Seguono l’assiduità con cui gli stessi vengono pubblicati e la pianificazione, almeno su base mensile, come se deste appuntamenti fissi ai lettori delle vostre rubriche. Non meno importante è, tuttavia, la diversificazione degli strumenti attraverso cui comunicate. Su questo punto, molti blogger finiscono per perdersi, rimescolando più e più volte i medesimi temi, pur di presidiare con costanza il proprio posizionamento web. Ecco, allora un po’ di consigli per non restare mai a corto di idee e raggiungere alla svelta le 10.000 ore di pratica che faranno di voi degli esperti riconosciuti.

Nelle puntate precedenti

Questo articolo chiude una triade di appuntamenti con il web writing. Nel primo articolo, dal titolo Il personal branding: linee editoriali per il web writing, abbiamo parlato di

  • quello che non si vede,
  • problemi e soluzioni,
  • guide,
  • creare un glossario,
  • personaggi famosi,
  • citazioni autorevoli e
  • creazione di una rassegna stampa sui social.

Per accrescere la reputazione online, la trattazione è continuata nel secondo appuntamento, dal titolo Strategie per creare reputazione sul web con i contenuti, in cui abbiamo trattato di

  • recensioni,
  • interviste,
  • anteprime esclusive,
  • opinioni e pareri,
  • applicazioni e
  • infografiche,

per non restare mai a corto di idee per produrre post da ogni fonte. Concludiamo, dunque, il discorso con quelli che possiamo chiamare i segreti, le raccomandazioni finali.

News

La cosa che i lettori sul web amano di più sono le anteprime delle notizie. Anche se non siete dei reporter, nel vostro settore (che è anche quello dei vostri followers) ci sarà senz’altro qualcosa di nuovo da raccontare o un modo nuovo di raccontare un’ovvietà. Ecco: trovate quel modo. In tutti i casi, tenetevi aggiornati su quello che accade nel mondo consultando Google News.

Dibattiti

Se nel vostro settore c’è qualcosa che fa discutere, buttatevi anche voi nella mischia. Le persone amano discutere e confrontarsi e si ricordano sempre di chi si espone con opinioni e contributi. Mantenete, tuttavia, un profilo trasversale, mai troppo netto, né rigido. Accogliete sempre i pareri diversi dai vostri e siate disponibili a spiegare meglio, senza aggredire, le vostre posizioni a chi ne assume una contraria. Restare nel mezzo, permette di farvi conoscere, apprezzare e di difendervi meglio nel caso alcuni abbiano argomentazioni più convincenti delle vostre.

Cases study

Ricordate che un esempio pratico fa capire le cose più e meglio di qualsiasi discorso. Se avete casi da raccontare che agevolino la comprensione degli argomenti che trattate, sfruttate l’occasione. Recuperate vecchi filmati, caricateli su YouTube e linkateli nei vostri articoli in cui date le indicazioni utili ad offrire un quadro chiaro del tema che affrontate.

Come insegna il neuromarketing, le storie concrete di

  • aziende di successo,
  • personaggi famosi e
  • applicazioni tangibili di soluzioni astratte

creano grande seguito e interesse. Specie se potrete dimostrare la vostra tesi esibendo evidenze o risultati straordinari.

Informazioni utili

Tenersi aggiornati su tutte le ricerche condotte nel campo di cui vi occupate vi darà sempre una marcia in più rispetto ai competitor. In un’epoca in cui c’è un eccesso di offerta di tutto, la differenza viene fatta solo dalla competenza e dall’autorevolezza. Certo, occorre avere le famose « 10.000 ore » di esperienza per accreditarsi presso il pubblico.

Perciò, conviene iniziare prima possibile a costruire la reputazione, anche con la pubblicazione, ad esempio, di sondaggi e ricerche, anche di terzi, che fanno percepire la vostra attenzione all’aggiornamento. In questo modo, chi si rivolgerà a voi saprà di avere a che fare con un esperto.

Motivazioni

Raccontatevi, spiegate cosa vi spinge a dare sempre il massimo in quello che fate. Competenza e professionalità non sono fatte soltanto di aspetti tecnici ma anche di entusiasmo e motivazione. Insomma: dove trovate le energie per affrontare le difficoltà? La risposta a questa domanda diventerà fonte di grande ispirazione per tutti quelli che sentiranno di essere nelle vostre stesse situazioni.

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Comparazioni

Il web è popolato da curiosi. E una delle maggiori curiosità nasce dal confronto tra prodotti o servizi. Prendere ad esempio un prodotto della concorrenza e proporre dei paragoni leali, evidenziando in quali aspetti sia valido come il vostro o sotto quali punti di vista il vostro sia da considerarsi eccellente, è un’ottima idea per legare il vostro seguito alla lettura del vostro contenuto. Ciò vale anche se trattate due articoli a confronto della concorrenza, purché l’argomento sia d’interesse del vostro target. Chi si cimenta in disamine comparative, infatti, è sempre percepito come un autentico professionista.

Domande e sondaggi

Da quando la funzione “crea un sondaggio” è stata lanciata da facebook, molti utenti ne hanno approfittato per stimolare le interazioni con il proprio pubblico. Al pari dei sondaggi, che possono essere lanciati anche tramite servizi appositi o in articoli costruiti ad hoc, inserire nel titolo di un contenuto una domanda stimola i lettori a leggere le risposte o a proporne di proprie. Le persone che si nascondono dietro a pc e profili social sono curiose e amano lasciarsi coinvolgere per far conoscere il proprio parere nei commenti. La ricaduta di questa attività è un’elevata indicizzazione nei motori di ricerca.

Trovare contenuti di valore e domande interessanti è, tuttavia, sempre impegnativo ma restituisce, in genere, una grande soddisfazione che ripaga dell’impegno profuso per la realizzazione.

Il motivo è che i lettori del web vogliono sapere se siete interessati alle loro opinioni e leggere soluzioni reali che vadano oltre la semplice teoria.

Formarsi

Come al solito, il consiglio è perfezionare la tecnica con un buon corso di formazione nel web writing. Tra i tanti disponibili online c'è anche il mio, semplice e interamente online.

Tornerò, ad ogni buon conto, sugli argomenti trattati, anche con incontri in presenza, in occasione dei quali mi auguro di incontrarvi per un confronto tra esperti. Per ora, il mio augurio è di esservi stato utile.

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Arti Terapie

Musica, colore e movimento per la cura ed il benessere: le Arti Terapie per il benessere psicofisico

Qual è l’idea che ciascuno di noi ha del benessere? Al di là della molteplicità di fattori, sociali, culturali e geografici, che possono condizionare la risposta a questa domanda, il personale senso del benessere nasce sempre da una ricerca. Ovvero, dalla naturale inclinazione degli uomini a conseguire una dimensione “altra” che ne elevi le condizioni, sociali, economiche o di salute. Mentre, però, nella costante corsa al successo, appare improbabile che  possano essere persi di vista gli obiettivi professionali, sempre più spesso accade di dimenticare ciò che sul momento non sembra immediatamente fruibile e che, come tale, può essere trascurato e lasciato al caso: noi stessi.

Il personale senso del benessere

Gli anni che ci vedono protagonisti segnano il passaggio tra vere e proprie ere: abbiamo assistito alla nascita dello smartphone, all’era dei computer portatili ultrapiatti e all’avvento di internet. Tutto in meno di un ventennio. E chissà quante sorprese ci aspettano (spesso dico a me stesso che sarei voluto nascere tra vent’anni per beneficiare al massimo di tutto ciò). Tanto progresso, però, ha mietuto e mieterà non poche vittime: i ritmi frenetici con cui viviamo, le nostre agende sempre più ricche di appuntamenti, la necessità di essere al passo con i tempi hanno generato gli automi irritabili che vediamo quotidianamente per strada, assorti nei propri pensieri, parlare al telefonino, con la testa sempre in un luogo diverso da quello in cui si trovano, chiusi nelle proprie spalle e con il fiato corto per la fretta, l’ansia e lo stress.

Non va meglio con i nostri figli. Un tempo non tanto lontano, per fare i compiti assegnati a scuola, c’era la telefonata o l’incontro con i compagni. Oggi i compiti assegnati in classe si trovano su internet e, se proprio c’è qualcosa da dire, ci sono gli sms o le e-mail. Così poi resta del tempo per i videogiochi domestici o per ascoltare in cuffia della musica assordante da un iPod! Risultato: stiamo diventando isole, chiusi nelle nostre posture, con il collo che va perdendosi nelle spalle, poco inclini alle relazioni con gli altri, incapaci di riconoscere e manifestare emozioni, spesso anche solo di pensarle, di farci e di fare una carezza.

Tra ben-essere e mal-essere

Estremizzati, tali comportamenti possono perfino diventare patologici. In psichiatria, ad esempio, si parla di psicosi per indicare la frammentazione del Sè e la perdita di contatto con la propria identità. Fu Freud a proporre l’idea, tutt’ora in auge nei circoli scientifici che hanno preso vita dai suoi studi, secondo la quale noi siamo fatti di una minima parte razionale, “emersa”, chiamata conscio, e da una più grande, “sommersa”, che definì inconscio e che rappresenta la vita intrapsichica. Dall’equilibrio tra queste istanze, che sottendono il dualismo corpo-mente, materia-anima, ragione-emozione, dipende l’unitarietà dell’uomo ed il suo benessere.

In altre parole, ogni fattore, esterno – più controllabile - o interno – meno controllabile, come nel caso di molte patologie -, che produca un cortocircuito nell’equilibrio tra il “fuori” ed il “dentro” di sé, distoglie dal benessere e minaccia l’intrinseca peculiarità della natura umana. L’homo tecnologicus è avvisato.

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Le Arti Terapie per il benessere psicofisico

Occorre, dunque, un spazio per potersi riappropriare del proprio personale senso del benessere. Principalmente, occorre uno spazio mentale per farlo. E, per favore,  abbandoniamo subito l’idea che esso sia prerogativa di chi è in possesso dei giusti mezzi per poterlo conseguire! Il benessere – quello vero – appartiene a tutti gli uomini indistintamente, senza limitazioni anagrafiche, sociali, culturali o geografiche.

Perseguire il benessere vuol dire recuperare il contatto con se stessi, con il proprio corpo, con la propria sfera emotiva, con le parti nascoste di sé, con le proprie zone buie, per ricompattare la perduta originaria unitarietà tra mente e corpo, sfera emotiva e razionalità. Vuol dire dedicarsi del tempo fuori dal caos per riscoprire la creatività, il gioco ed il silenzio nell’intento di recuperare il perduto senso di unità personale, per tornare a riconoscersi, per acquisire maggiori informazioni su se stessi, per rivisitare e migliorare il sistema delle relazioni con gli altri. Non esistono diversità in grado di limitare questa ricerca. Si potrà, poi, discutere su quanto relativo sia tale concetto. Il dibattito è aperto…

La mia esperienza

Da alcuni anni, in equipe con la psicologa del nostro Istituto, conduco laboratori di Arti Terapie finalizzati alla scoperta della comunicazione non verbale quale espressione immediata e diretta delle emozioni. Ovviamente, non è solo questo lo scopo dei  percorsi progettati, dal momento che ciascuno di essi prevede finalità e obiettivi sempre diversi. Ma tanto che ciò avvenga

  • in ambiente scolastico, con gli studenti,
  • in ambito formativo, con gli insegnanti o con gli operatori della relazione d'aiuto,
  • in comunità, con pazienti psichiatrici o con demenza,
  • in ospedale, con degenti o gestanti, o
  • in contesti didattici, con gli allievi in formazione nei corsi di Arti Terapie,

l’incontro con il benessere è una tappa fondamentale. Esso, però, è una conquista ed un punto di partenza al tempo stesso. Imprescindibile in tutte le azioni volte alla prevenzione ed alla riabilitazione: un traguardo nel senso più ampio ma anche complementare rispetto ad altri obiettivi degli interventi programmati.

Tuttavia impossibile da raggiungere senza la massima disponibilità ad accorciare le distanze con la propria vita affettiva.

Stralcio dell'articolo Le Arti Terapie per il  benessere psicofisico - di Stefano Centonze -, pubblicato nel numero di Dicembre 2006 della Rivista mensile 50 & Più – Ed. ENASCO - e nel Numero 3 - Anno I - della Rivista di Arti Terapie e Neuroscienze Online.

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