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La sabbia in arteterapia
Arti Terapie

La sabbia come medium educativo, riabilitativo e terapeutico in arteterapia

Mi scrive Paola Cotugno, giovane corsista neo-specializzata in Arteterapia in Artedo, e mi parla del suo intervento con la sabbia e con la sabbiera. Mi spiega che nei suoi interventi, tanto in ambito educativo, che riabilitativo e terapeutico come arteterapeuta, intende portare avanti questo campo d'indagine. Le rispondo che, tempo fa, avevo visto in una delle nostre Scuole di Arti Terapie un intervento di Danzamovimentoterapia con l'uso di una piuma, quale oggetto intermediario della relazione, per lavorare sulla capacità di "prendersi cura della fragilità". E le confermo la pubblicazione di questo suo contributo, al netto dei soliti adattamenti stilistici, per esigenze di coerenza espressiva e narrativa del mio sito. A Paola vanno i miei complimenti per il suo lavoro. Buona lettura.Continua a leggere

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Crescita personale

Origini, fondamenti e applicazioni del Metodo Autobiografico Creativo

Considero il Metodo Autobiografico Creativo uno strumento di indagine intorno al modo in cui le persone "funzionano" in relazione a se stesse e agli altri. Potrei anche definirlo un approccio alla crescita personale attraverso la creatività e la narrazione di sé. Dialogare con le proprie parti profonde, infatti, porta le emozioni silenti a un livello di consapevolezza che si riflette nelle relazioni interpersonali. Conoscere se stessi, con il gioco della narrazione creativa, implica aver trovato il benessere. Ed è l'unico modo per affinare le capacità empatiche che, diversamente, restano impervie o addirittura inaccessibili. Tanto meglio se la scoperta di sé avviene con la meraviglia delle domande che ognuno pone spontaneamente e in segreto a se stesso, nella sorpresa sincera che possano esservi più risposte, senza alcun'altra velleità interpretativa.Continua a leggere

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Scuola

Apprendimento: la noia danneggia il potere creativo del cervello

La noia inibisce l'apprendimento. Che c'è di peggio, infatti, di un relatore, di un formatore o di insegnante noioso? La noia, come la rabbia, la vergogna, la colpa e la paura, sono tra le emozioni distruttive perché inibiscono le capacità creative del cervello. In questo modo l'apprendimento si rivela inefficace. Lo dicono le neuroscienze. Se nel processo di formazione, educazione, istruzione non vengono coinvolte le emozioni positive, parte dei circuiti che permettono di memorizzare le nozioni restano  inattivi. Ad esempio, l’amigdala, ghiandola del cervello, situata nei circuiti limbici, che gestisce le emozioni (e, in particolar modo, la paura), che funge da filtro dei dati che immagazziniamo nell’ippocampo. Archiviare informazioni con una forte valenza emotiva, infatti, rende più facilmente recuperabile dalla memoria implicita quell’informazione che potrà essere reimpiegata all’occorrenza. Invero, accade anche con le forti emozioni negative ma, per ragioni evolutive che spingono il cervello a rifuggire le sensazioni spiacevoli, tutte le informazioni associate a emozioni negative vengono percepite come dolorose e messe da parte. Continua a leggere