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Intelligenza Emotiva

Il giovane indeciso: un quesito sull’intelligenza emotiva

Immaginate che a voi, manager d'azienda, venga affidato un giovane, promettente dirigente. Ma, dopo poco, vi accorgete che il giovane è incapace di prendere anche la più semplice delle decisioni senza chiedervi consiglio. Come vi comportate? Il comportamento di manager e leader è un indicatore chiave dell’intelligenza emotiva nei luoghi di lavoro. Ecco quattro possibili opzioni di risposta, in base ad un test pubblicato dalla Rivista di Psicologia e Neuroscienze "Mente e Cervello"  nel Numero di Luglio/Agosto 2006.Continua a leggere

Un apprendimento che dura tutta una vita
Crescita personale

Un apprendimento che dura tutta una vita

All'età di 11 anni, nei pomeriggi estivi, quasi tutti i giorni giocavo con i miei coetanei a calcio nel campetto del grano, affianco alla Scuola elementare del mio paese, nella via della Stazione. Io ero il capitano perché portavo il pallone. Nella mia squadra, Francesco, di tre anni più grande, da due ripetente in prima media. Lo chiamavano Jumbo per via delle orecchie a sventola (i bambini sanno essere davvero feroci!) ma lui non si arrabbiava. Anzi, ci guardava con un sorriso inebetito, quello di uno che non sai se "ci è o se ci fa".Continua a leggere

dislessia e deficit del linguaggio
Comunicazione

Neurobiologia dei deficit del linguaggio: una finestra sulla dislessia

Che cosa succede, nel cervello del bambino dislessico in relazione alla produzione e alla comprensione del linguaggio? I moderni strumenti d’indagine, che permettono di vedere il cervello in azione, hanno modificato le concezioni dominanti per buona parte del secolo scorso. Dalla teoria localizzazionista, che considerava l’area di Broca e l’area di Wernicke come predisposte a tali funzioni, di fatto, si passa ad un modello più evoluto. Modello di pensiero secondo cui le funzioni linguistiche non vengono considerate di competenza di poche, ben definite, aree. Ma dove la produzione e la decrittazione dell’informazione linguistica interessano, piuttosto, gran parte della neocorteccia e delle reti neurali distribuite in aree diverse dell’encefalo.Continua a leggere

dimesione relazionale apprendimento disturbi specifici
Arti Terapie, Scuola

Dislessia e Arteterapia: proposte d’intervento

Per sapere come fare per riconoscere i principali disturbi dell’apprendimento, occorre, prima di tutto, sapere di più su che cosa siamo. Ho già trattato l'argomento in un articolo incentrato sul tema di ripensare la didattica per i bambini con DSA. Vi consiglio, dunque, di ritornare su quel contenuto (basta cliccare sul link) per le informazioni trasversali e preliminari che riguardano l'osservazione e il ruolo dell'insegnante davanti ai bisogni educativi speciali. In questa sede, parliamo insieme, dunque, di consigli utili, nati da osservazioni di psicologi e pedagogisti clinici, per individuare la dislessia. A seguire, gli strumenti che offre l'Arteterapia per realizzare attività in forma di gioco per contrastarla.Continua a leggere

darwinismo neurale edelman
Arti Terapie

Plasticità sinaptica e Darwinismo neurale: Arti Terapie, ambiente e riabilitazione

Questo signore nella foto è Gerald Edelman, biologo statunitense, Premio Nobel per la Medicina nel 1972 per le sue ricerche sul sistema immunitario. E' considerato il padre del darwinismo neurale, teoria che, unitamente alle scoperte sulla plasticità sinaptica, ha rivoluzionato il concetto stesso di riabilitazione. Gli studi che originano da questi due preziosi contributi hanno dato grande impulso al trattamento delle patologie del sistema nervoso centrale.Continua a leggere

Crescita professionale

L’arte di persuadere: ascoltare e fare le giuste domande

In che senso? Mi spiego con un esempio. In una torrida notte dell’estate del 1996, ero in macchina in compagnia di amici alla ricerca di un semplicissimo ghiacciolo al limone, per esaudire il desiderio di Tiziana, una giovane commercialista che aveva trascorso con noi la serata in discoteca. Non mi sembrò vero di trovare ancora aperto un bar a Castromediano, alla periferia di Lecce, che in quel momento spegneva le insegne. “Non ripieno!” mi urlò dietro la mia amica mentre scendevo di corsa prima che chiudesse. Quando entrai, trovai l’anziano barista praticamente al buio.Continua a leggere