Tag: cervello

centro cerebrale della musica
Arti Terapie

Esiste un centro cerebrale della musica?

La ricerca di un “centro della musica” nel cervello umano era iniziata già nel XIX secolo con l’osservazione di pazienti cerebrolesi. Benché le indagini con gli strumenti disponibili servirono a confermare che l’emisfero sinistro è la sede dove viene elaborato il linguaggio, restò un mistero dove venisse elaborata la musica. I casi di pazienti con postumi da ictus fecero registrare la perdita delle capacità musicali, indifferentemente, tanto in pazienti colpiti nell’emisfero destro che sinistro.Continua a leggere

arti terapie e terza età
Crescita personale

Un apprendimento che dura tutta una vita

All'età di 11 anni, nei pomeriggi estivi, quasi tutti i giorni giocavo con i miei coetanei a calcio nel campetto del grano, affianco alla Scuola elementare del mio paese, nella via della Stazione. Io ero il capitano perché portavo il pallone. Nella mia squadra, Francesco, di tre anni più grande, da due ripetente in prima media. Lo chiamavano Jumbo per via delle orecchie a sventola (i bambini sanno essere davvero feroci!) ma lui non si arrabbiava. Anzi, ci guardava con un sorriso inebetito, quello di uno che non sai se "ci è o se ci fa". Continua a leggere

dislessia e deficit del linguaggio
Comunicazione

Neurobiologia dei deficit del linguaggio: una finestra sulla dislessia

Che cosa succede, nel cervello del bambino dislessico in relazione alla produzione e alla comprensione del linguaggio? I moderni strumenti d’indagine, che permettono di vedere il cervello in azione, hanno modificato le concezioni dominanti per buona parte del secolo scorso. Dalla teoria localizzazionista, che considerava l’area di Broca e l’area di Wernicke come predisposte a tali funzioni, di fatto, si passa ad un modello più evoluto. Modello di pensiero secondo cui le funzioni linguistiche non vengono considerate di competenza di poche, ben definite, aree. Ma dove la produzione e la decrittazione dell’informazione linguistica interessano, piuttosto, gran parte della neocorteccia e delle reti neurali distribuite in aree diverse dell’encefalo.Continua a leggere

Che fine fa la nostra razionalità davanti ad una vetrina?
Crescita professionale

Che fine fa la nostra razionalità davanti ad una vetrina?

Immaginiamo di passare davanti ad una vetrina di un negozio. Una qualunque, non per forza quella nella foto. All'improvviso, prendiamo la decisione di entrare e di acquistare qualcosa che ci colpisce, di cui riteniamo di aver voglia o bisogno. Ma esattamente chi o, meglio, che cosa ci spinge a fare quell'acquisto?  Esiste un limite, una soglia, un qualcosa oltre cui nasce una decisione? E, soprattutto, la decisione è sempre legata alla razionalità intesa come fondamento del ragionamento logico? Allora, occorre abbattere il muro delle credenze limitanti, sconfessate dalle recenti  indagini strumentali (che permettono di vedere il cervello in azione), che oggi ci spiegano come razionalità e ragionamento logico non siano affatto le funzioni superiori della nostra mente.

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il linguaggio spiega la nostra visione del mondo
Comunicazione

Il linguaggio che usiamo spiega la nostra visione del mondo

Il cervello umano è lo stesso degli uomini di ottomila anni fa. Lo afferma Paolo Legrenzi, Docente di Psicologia dell’Università di Padova, nel suo libro La mente. Quello che è cambiato è il concetto più immateriale di mente, a dimostrazione della non coincidenza delle due dimensioni. E', peraltro, il contributo della neurolinguistica la quale, per definire il linguaggio quale atto comunicativo, ignora le dispute tra le diverse filosofie della mente, secondo cui mente e cervello sono due entità separate, coincidenti o che si influenzano reciprocamente. Certo è che, se il cervello è rimasto lo stesso, la mente è profondamente diversa. Lo è rispetto al tempo e alle diverse aree geografiche, dimensioni in relazione alle quali il linguaggio, come espressione dei suoi contenuti, ha dato vita a culture diverse.  Continua a leggere

complotto
Crescita personale

Teoria del complotto: viviamo davvero circondati da cospiratori?

Il confine tra un avvenimento realmente accaduto e le congetture che si profilano dietro la spiegazione dell’evento può a volte scatenare fantasie completamente avulse dalla realtà. Ai fini meramente divulgativi, la trattazione di un fatto secondo teorie non convalidate da prove effettive, ma piuttosto supportate da ipotetiche associazioni di parole e fatti, conduce esattamente alla elaborazione della teoria del complotto. Nell’immaginario collettivo, essa attrae molto di più del racconto fedele degli accadimenti. Per questo motivo, la maggior parte delle persone viene catturata inspiegabilmente dalla storia fantastica e si lascia irretire dalle ipotesi di cospiratori e complottisti.

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intelligenza sociale s
Crescita personale

Intelligenza sociale: abbiamo spazio per gli altri nella nostra mente?

Qual è l'errore più grande che un adulto possa commettere nel campo delle relazioni? Ritenere che gli altri siano fatti a nostra immagine e somiglianza. E' un modo infantile di pensare che, purtroppo, ricorre anche in molti "ex bambini". C'è di più. Non riuscire a vedere con gli occhi degli altri ci rende ciechi. Cioè, non riuscire a stare nella mente degli altri impedisce di mettersi nei loro panni. E questo inibisce l'empatia e la capacità di chiedersi criticamente come gli altri si sentano anche rispetto a noi. In altre parole, questo limite è l'esatto contrario dell'intelligenza sociale, una qualità essenziale per intrattenere relazioni significative. Spesso, infatti, ci induciamo una forma di autoinganno per non soffrire troppo, dal momento che le difficoltà sul piano empatico risultano funzionali sul piano emotivo e affettivo. Perché esse esplodono a quel livello ma, intervenendo, le emozioni ci aiutano a cancellare ciò che per noi è intollerabile invece di aiutarci a vederlo.

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non immaginare un elefante rosa
Crescita personale

Prova a non immaginare un elefante rosa!

Se vuoi essere efficace quando parli, evita le frasi al negativo. E' il grande insegnamento della lingua dei segni che dimostra che  il nostro cervello apprende per immagini e non riconosce le negazioni. Nel linguaggio per i sordomuti, infatti, la negazione di un'azione non può essere tradotta, essendo essa stessa un'azione. Perciò, per rendere la frase "immagina di non camminare", chi comunica attraverso la LIS rappresenta il segno che indica l'azione del camminare a cui segue un segno di negazione. In genere uno sbarramento, come una cancellazione. Tu ci riesci? Attenzione: l'azione di non camminare è distinta da quella dello stare fermi!Continua a leggere

richiami di natura sessuale
Crescita professionale

Perché siamo irresistibilmente attratti dai richiami di natura sessuale?

E' un salentino il genio che ha partorito quest'idea di associare una pubblicità al sesso. L'immagine ha fatto il giro del web ed è diventata virale in poche ore. Non so quanto consapevolmente, in taluni casi, questo accada ma questa volta sembra fatta apposta. E funziona davvero. Sfido chiunque a leggere a primo colpo d'occhio una parola diversa da sesso in questo cartellone che promuove le imperdibili offerte di un gommista.Continua a leggere