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Miur: sarà la scuola del docente inclusivo e dell’intelligenza emotiva


Sembra davvero che i tempi siano maturi. In Spagna, d'altro canto, da alcuni anni è stata istituita l'ora dell'intelligenza emotiva tra le attività  didattiche in classe per migliorare l'ambiente di apprendimento. La scuola iberica ha, dunque, abbracciato l'idea di Edward De Bono, lo psicologo accostato al pensiero divergente e al problem solving creativo, di aiutare gli studenti a imparare a rendersi autonomi nella ricerca delle soluzioni, grazie alla creatività e allo studio delle emozioni. Ora tocca alla scuola italiana. Così, con la pubblicazione del dossier “Sviluppo professionale e qualità  della formazione in servizio”, il Ministero della Pubblica Istruzione getta le basi per la nascita, nel nostro Paese, del docente inclusivo per un modo trasversale d'intendere l'insegnamento. Anche i nostri professori, in altre parole, andranno a scuola d'intelligenza emotiva.

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La vera “Buona Scuola”: ecco i punti del contratto di Governo Lega-M5S

Dalla "Buona Scuola" alla "vera Buona Scuola". Ecco un'anteprima del punto numero 27 del contratto del Governo del Cambiamento tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio che riguarda il mondo dell'istruzione. Tra i punti del programma, spiccano la centralità del ruolo del docente, la necessità dell'aggiornamento e il tema dell'inclusione.

Vi lascio al testo originale integrale (fonte: Repubblica.it), paragrafato per facilitare la consultazione, anche se a tratti scritto in una lingua italiana che non rende giustizia al tema affrontato. Ma che, se non altro, giustifica l'urgenza di un provvedimento di riforma. Continua a leggere

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L’homeschooling: pro e contro dell’istruzione in casa

Sono circa mille, secondo gli ultimi dati raccolti dal Ministero dell'Istruzione, le famiglie che in Italia scelgono l'homeschooling. Ossia, che non mandano i figli a scuola per educarli a casa. E' sufficiente fare un breve giro tra i blog e le pagine web di chi ha scelto l'homeschooling per capire che alla base di questo fenomeno c'è la voglia di dare ai propri figli un'educazione ispirata a una pedagogia diversa da quella offerta dalle istituzioni. E, soprattuto, ritagliata sulle esigenze individuali. La parola d'ordine dei fautori dell'educazione parentale è, infatti, personalizzazione a fronte di una scuola che a loro avviso standardizza le competenze e le nozioni richieste.Continua a leggere