Cuori connessi: archivio di emozioni in arte dalla pandemia

cuori connessi archivio di emozioniUna mostra d’arte creata durante il blocco per il Covid-19 diventa una testimonianza del viversi dentro ed ascoltarsi. Una testimonianza di quanto narrazione e creatività possano sostenerci e aiutarci a vivere. In momenti difficili come questo, in cui il mondo si ferma per guarire se stesso, ho potuto constatare e lavorare a distanza, supportando bambini e adulti con la creatività e lavorare anche molto su me stessa, grazie alle mie potenti opere analogiche. Proprio così! Avviene tutto grazie all’innata creatività, la stessa che, quando ci sentiamo più fragili, permette la vera rinascita, attraverso l’indagine introspettiva negli anfratti più belli e nascosti della nostra intimità.

Una testimonianza dalla pandemia di Serena Baretti, Arteterapeuta specializzata in Artedo, spesso ospite del mio sito con i suoi lavori di Arteterapia.

Cuori connessi

Nel momento in cui tutto si ferma, in realtà si crea uno  “spazio altro”, uno spazio mentale in cui i pensieri e le immagini “con-fluiscono”, nel senso che fluiscono insieme, e permettono allo sguardo di posarsi su di sé per catturare memorie ed emozioni. In quel preciso istante, ogni cosa diventa esperienza. E, anche se si sta fermi, nasce un movimento interiore, fatto di connessione interna di puntini in apparenza scollegati, che è tutto nuovo.

Io resto a casa”, allora, è più di uno slogan. È un viaggio senza viaggio, un movimento senza movimento, un proposito di vita. “Io finalmente resto a casa” significa, così, “è arrivato il momento di riprendermi quel me stessa con cui ritrovarmi, prima di tornare, rinnovata, nel mondo.”

In queste stanze che chiamiamo “casa”, ho potuto lasciar sedimentare ciò che avevo appreso in anni di studio e di crescita personale e di confermarmi l’insegnamento fondamentale che nessuno deve rinunciare alla propria creatività.

Da lì l’idea di partire subito: durante la fase due del lockdown ho concepito una mostra virtuale dal titolo “Cuori connessi”. Un lavoro che vuole essere un messaggio augurale di ripartenza e di vita, proprio perché, se ti connetti con te stesso, puoi trovare sempre le  risorse e le risposte. È tutto dentro di te. Tutto parte da te.


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Il tempo sospeso

In questo tempo sospeso, ho aiutato persone a esprimere le proprie emozioni con  la creatività, l’arte e l’arteterapia. Questi canali mi hanno portato faccia a faccia con le storie della gente, narrazioni vere che raccontano del desiderio di cambiare il modo di vedere e vivere questa pandemia. I laboratori grafici narrativi, anche se svolti online, hanno dato a molti la possibilità di esternare i forti sentimenti del momento: i bambini sono entrati in contatto con gli anziani, le persone più sole e dimenticate, e con loro ho lavorato per dare nuova forma, con il gioco, ai vissuti del tempo.

Ho fatto anche di più. Ho coinvolto la psicologa del Consultorio, la dr.ssa Licia Baima, per offrire supporto psicologico che, unitamente all’arteterapia, permettesse alle persone di aprirsi alla meraviglia della scoperta di sé  con il linguaggio universale, quello dell’arte.

E poi si sono aggiunti insegnanti, classi di scuole, famiglie, nonni, persone ammalate che hanno dato vita a “Farfalle in libertà – volare oltre l’isolamento“, un laboratorio aperto nei mesi più difficili del Covid-19.

Emozioni dalla pandemia

In questo modo, mentre le città, rese spettrali dall’assenza, erano avvolte in un silenzio innaturale e  sembravano dormire, tante case si accendevano di cuori connessi: prima decine, poi centinaia, infine migliaia di cuori smarriti, apparentemente privati della libertà ma, in fondo, uniti.

Quel silenzio spaventoso all’improvviso non faceva più tanta paura. C’era la creatività a farci compagnia. Ognuno ha dato forma alla propria farfalla, che in questo momento non poteva più volare libera, e alle sue emozioni:

  • come si sente questa farfalla?
  • Che cosa pensa? Che cosa spera?
  • Chi è e com’è fatta?
  • Che cosa farà una volta tornata in libertà?

Abbiamo messo in campo di tutto per scoprire che, in fondo, l’arte, la musica, la danza non si sono mai fermate.  C’era chi cantava sui balconi, chi danzava, chi cercava di viversi dentro attraverso la pittura, come me, e chi osservava il mondo dalla fessura di una finestra accostata che dava sull’esterno.


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Storie di distanza condivisa

Tante persone hanno giocato così a tessere un mosaico unico, una storia condivisa, nonostante la distanza. Il gioco è stato un successo e si è diffuso rapidamente in tante case della nostra bellissima Italia: tutti lontani ma vicini di cuore. Cuori connessi, appunto.

Adesso le storie e le farfalle sono raccolte in un libro destinato a diventare documento storico di questo periodo sospeso. Ci sono i lavori più belli che ho raccolto e le mie pitture emozionali, le stesse che dicono a noi tutti che il tempo è prezioso e che non bisogna mai smettere di raccontare, di crescere e di viversi.  “Memorie di una mostra per non dimenticare”… fantastico come tutto riporti etimologicamente al “ricordo”.

Egle Migliardi, osservando le mie opere scrive:

Lo chiamiamo “tempo sospeso” come fosse immobile, cristallizzato nell’attimo simile alla “natura morta” in un quadro fiammingo. Invece, dentro siamo un turbine di emozioni intense, inarrestabili, un arcobaleno di paure e speranze. “A volte le parole non bastano e allora servono i colori e le forme” (Baricco). Serena le usa con disinvolta maestria, anche su oggetti di uso quotidiano; in questo periodo così difficile, la casa deve essere più accogliente e allegra: una sedia fiorisce con tocchi di rosa, giallo, blu. Sullo schienale, un viso femminile dalle ornate chiome. Di particolare valore simbolico, sopra un bel paralume si dispiegano felici casette e alberi della vita: che la luce e la speranza illumini questo tempo oscuro. E si avverino le parole della poetessa Wisława Szymborska: “Il dolore è in quarantena, in alto il cielo è blu!”


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