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oggetto transizionale separazione
Arti Terapie, Fiabe e storie

L’oggetto transizionale e la tolleranza della separazione in arteterapia

Eccolo lì l'oggetto transizionale. E' ricomparso, anche se adesso l'amico d'infanzia è solo, al centro del letto rifatto e vuoto. E' lì, esattamente dove lo avevamo lasciato tanto tempo fa. Torna nei ricordi di una separazione che a noi è costata molto, sempre che sia avvenuta! Ma, mentre quei ricordi opachi rivivono nel nostro cuore come in un sogno, lui è presente, vivo, netto, marcato. E' come se il tempo per lui non fosse affatto passato. Almeno, questo è quello vedo nel dosaggio dei colori. L'oggetto transizionale rivive grazie al potere del lavoro autobiografico creativo. Simbolo di un'infanzia con cui si fa fatica a tagliare i ponti?Continua a leggere

Le jardin_Il Giardino della Cattedrale di Evry spiritualità
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Le jardin retrouvé: pensiero, spiritualità e natura per coltivare il ben-essere

Il “giardino ritrovato” è un concetto simile a quello di “giardino in movimento”, come dalla teoria del territorio di Gilles Clément. La visione positiva del cosiddetto orto, risiede in una cultura della ritrovata appartenenza a se stessi ed al luogo. Il ritorno al concetto di jardin, così come già a suo tempo lo prospettò Voltaire, sta a significare un’intima necessità dell’uomo di riprendersi lo spazio ed il tempo necessari per frenare il mondo estremamente antropocentrico e per iniziare a contemplare la natura ed il suo monito all’essere vivi. La città è l’affermazione dell’uomo sulla natura. È una manifestazione della presenza umana a discapito della natura, è un organismo umano atto a garantire sicurezza e lavoro. È una creazione. La città è un’immagine dell’uomo e, in quanto tale, ne stimola lo spirito contemplativo.

Belle e profonde le parole del Prof. Roberto De Donno che ho ancora una volta il piacere di ospitare sul mio sito. Nel ringraziarlo, invito i miei amici ad un'attenta lettura di questo articolo che stimolerà molte riflessioni. Buona continuazione.

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