Tag: sentimenti

Autostima fiducia e creatività
Arti Terapie, Crescita personale

Autostima e fiducia: la creatività guarisce le ferite

La creatività richiede fiducia. Esercitare fiducia significa rinunciare al controllo. Rinunciare al controllo, però, spaventa. Per questo resistiamo: per mantenere l’illusione del controllo.  Serve, infatti, una buona dose di autostima, poichè questa resistenza genera ansia, rabbia e stress che puntualmente somatizziamo. A volte, la resistenza è generata dalla convinzione che siamo venuti al mondo per adempiere a una serie di doveri e obblighi morali e che, difficilmente, il vero scopo della nostra vita coinciderà con ciò che amiamo fare, con i nostri reali interessi, con le nostre aspirazioni più autentiche. In realtà, nel momento in cui smettiamo di opporre resistenza e ci lasciamo trasportare dal flusso, l’Universo ci prospetta tutte le opportunità di cui avevamo bisogno. E spesso nell’esatta sequenza, in ordine di necessità.Continua a leggere

stati di grazia e flusso creativo
Arti Terapie, Crescita personale

Stati di grazia: il flusso creativo

Può la creatività generare uno stato di grazia? Sì, se si ammette l'imperfezione del processo creativo e l'insegnamento che ne se ne può trarre per se stessi: sbagliare e imparare dai propri errori, fino a far pace con sé.  Tratto da "L'unicorno che vomita arcobaleni", ecco un articolo che racconta di creatività, autostima e fiducia. Una storia autobiografica che riporta l'esperienza personale di Romina, un'arteterapeuta leccese che ha sperimentato la libertà o lo stato di flusso grazie alla creatività emersa nei percorsi formativi del Metodo Autobiografico Creativo. Queste le sue parole, che ho scelto e adattato come introduzione al mio libro di fiabe autobiografiche "I desideri che cadono nel mare - Fiabe per crescere, storie per imparare a conoscersi" (Stefano Centonze, Ed. Circolo Virtuoso 2018).Continua a leggere

La sindrome del Grande Artista paura blocca la creatività
Arti Terapie, Crescita personale

La sindrome del Grande Artista: quando la paura blocca la creatività

"Se sei impegnato a lottare con tutte le tue forze per dimostrare che sei un “grande artista” e che sei degno di attenzioni e d’amore, difficilmente riuscirai ad essere un artista. Se passi le tue giornate a studiare il modo di realizzare “qualcosa di davvero importante”, perdi di vista ciò che importa veramente. Una convinzione che ostacola moltissimo l’espressione creativa è quella secondo la quale l’arte deve essere necessariamente produzione di opere di grande pregio e valore. Nella competitiva e materialista società occidentale, è spesso considerato un’inutile perdita di tempo dedicarsi a forme d’arte che non siano, in qualche modo, “produttive”, che non portino con sé fama e denaro. Approccio che, d’altro canto, alimenta aspettative (destinate a restare spesso deluse) e senso di insicurezza."

Le parole, queste e quelle che seguono, sono di Romina Pacella, arteterapeuta leccese, e sono tratte da "L'unicorno che vomita arcobaleni", racconto autobiografico scritto dalla stessa nei percorsi formativi del Metodo Autobiografico Creativo sui temi di creatività, autostima e fiducia. Il testo completo, da me adattato, oggi è l'introduzione al mio libro di fiabe autobiografiche "I desideri che cadono nel mare - Fiabe per crescere, storie per imparare a conoscersi" (Stefano Centonze, Ed. Circolo Virtuoso 2018).

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effetto mediasfera
Crescita personale

Effetto mediasfera: chi non è padrone di se stesso è facilmente occupabile

Ritorna attuale, qualora mai abbia cessato per un solo istante di esserlo, il pensiero del Beato Antonio Rosmini: "Chi non è padrone di se stesso è facilmente occupabile". Semmai, date le conseguenze dell'effetto mediasfera, oggi più che mai osservabili dall'infinito e variegato riverbero della negatività di una società allo sbando e che emula se stessa solo negli aspetti peggiori, nel degrado dei costumi e nella violenza di un clima da "tutti contro tutti", in questo preciso momento sappiamo di esser lì a grattare il fondo. E che sarà impresa ardua risollevarsi, se lasciamo alla tv il compito di occupare, con le sue parole deviate, menti troppo poco avvezze ad esser critiche e almeno altrettanto impreparate a interpretare e discernere la spazzatura da quel poco che può ancora essere salvato.Continua a leggere