Tag: rabbia

Autostima fiducia e creatività
Arti Terapie, Crescita personale

Autostima e fiducia: la creatività guarisce le ferite

La creatività richiede fiducia. Esercitare fiducia significa rinunciare al controllo. Rinunciare al controllo, però, spaventa. Per questo resistiamo: per mantenere l’illusione del controllo.  Serve, infatti, una buona dose di autostima, poichè questa resistenza genera ansia, rabbia e stress che puntualmente somatizziamo. A volte, la resistenza è generata dalla convinzione che siamo venuti al mondo per adempiere a una serie di doveri e obblighi morali e che, difficilmente, il vero scopo della nostra vita coinciderà con ciò che amiamo fare, con i nostri reali interessi, con le nostre aspirazioni più autentiche. In realtà, nel momento in cui smettiamo di opporre resistenza e ci lasciamo trasportare dal flusso, l’Universo ci prospetta tutte le opportunità di cui avevamo bisogno. E spesso nell’esatta sequenza, in ordine di necessità.Continua a leggere

stati di grazia e flusso creativo
Arti Terapie, Crescita personale

Stati di grazia: il flusso creativo

Può la creatività generare uno stato di grazia? Sì, se si ammette l'imperfezione del processo creativo e l'insegnamento che ne se ne può trarre per se stessi: sbagliare e imparare dai propri errori, fino a far pace con sé.  Tratto da "L'unicorno che vomita arcobaleni", ecco un articolo che racconta di creatività, autostima e fiducia. Una storia autobiografica che riporta l'esperienza personale di Romina, un'arteterapeuta leccese che ha sperimentato la libertà o lo stato di flusso grazie alla creatività emersa nei percorsi formativi del Metodo Autobiografico Creativo. Queste le sue parole, che ho scelto e adattato come introduzione al mio libro di fiabe autobiografiche "I desideri che cadono nel mare - Fiabe per crescere, storie per imparare a conoscersi" (Stefano Centonze, Ed. Circolo Virtuoso 2018).Continua a leggere

effetto mediasfera
Crescita personale

Effetto mediasfera: chi non è padrone di se stesso è facilmente occupabile

Ritorna attuale, qualora mai abbia cessato per un solo istante di esserlo, il pensiero del Beato Antonio Rosmini: "Chi non è padrone di se stesso è facilmente occupabile". Semmai, date le conseguenze dell'effetto mediasfera, oggi più che mai osservabili dall'infinito e variegato riverbero della negatività di una società allo sbando e che emula se stessa solo negli aspetti peggiori, nel degrado dei costumi e nella violenza di un clima da "tutti contro tutti", in questo preciso momento sappiamo di esser lì a grattare il fondo. E che sarà impresa ardua risollevarsi, se lasciamo alla tv il compito di occupare, con le sue parole deviate, menti troppo poco avvezze ad esser critiche e almeno altrettanto impreparate a interpretare e discernere la spazzatura da quel poco che può ancora essere salvato.Continua a leggere

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Scuola

Apprendimento: la noia danneggia il potere creativo del cervello

La noia inibisce l'apprendimento. Che c'è di peggio, infatti, di un relatore, di un formatore o di insegnante noioso? La noia, come la rabbia, la vergogna, la colpa e la paura, sono tra le emozioni distruttive perché inibiscono le capacità creative del cervello. In questo modo l'apprendimento si rivela inefficace. Lo dicono le neuroscienze. Se nel processo di formazione, educazione, istruzione non vengono coinvolte le emozioni positive, parte dei circuiti che permettono di memorizzare le nozioni restano  inattivi. Ad esempio, l’amigdala, ghiandola del cervello, situata nei circuiti limbici, che gestisce le emozioni (e, in particolar modo, la paura), che funge da filtro dei dati che immagazziniamo nell’ippocampo. Archiviare informazioni con una forte valenza emotiva, infatti, rende più facilmente recuperabile dalla memoria implicita quell’informazione che potrà essere reimpiegata all’occorrenza. Invero, accade anche con le forti emozioni negative ma, per ragioni evolutive che spingono il cervello a rifuggire le sensazioni spiacevoli, tutte le informazioni associate a emozioni negative vengono percepite come dolorose e messe da parte. Continua a leggere

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Scuola

Non valutare il pesce da come si arrampica sugli alberi

In un video che è divenuto virale sul web, un noto attore porta sul banco degli imputati, davanti ad una giuria, la scuola e il sistema educativo per vederli condannare a risarcire gli ingenti danni inflitti alla popolazione studentesca e, per estensione, agli adulti di oggi. Il motivo? La scuola prepara al passato, invece che al futuro. E uniforma l'educazione, non meno di quanto uniformi le anime. Questo articolo è la trascrizione di una stupefacente arringa, arricchita, naturalmente, da un minimo di considerazioni personali. A beneficio di chi se lo fosse perso...Continua a leggere

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Scuola

Il dialogo genitori-insegnanti per una holding educativa di successo

Un estratto dall'ebook Emozioni e relazioni a Scuola di Ilaria Caracciolo (Ed. Circolo Virtuoso), ancora una volta ospite sul mio sito,  pone l'accento sull'importanza della holding educativa, basata sul dialogo insegnanti-genitori per concordare le migliori strategie educative congiunte nell'interesse della crescita armonica dei ragazzi. Un ulteriore tassello a sostegno della tesi dell'urgenza dell'introduzione dell'ora curricolare d'intelligenza emotiva in classe, finalizzata al benessere dell'insegnante e all'apprendimento multisensoriale creativo degli studenti.Continua a leggere

arteterapia a scuola per apprendere e motivare
Arti Terapie, Scuola

Case study: l’arteterapia a scuola per motivare ad apprendere

G. ha 11 anni, frequenta la prima media di un Istituto Comprensivo di un piccolo paese della provincia tarantina. Il passaggio alla Scuola Media appare in un primo momento positivo. G. è bene integrato nel suo gruppo classe, formato per circa il 40 % da compagni che avevano condiviso con lui anche gli anni della Scuola Elementare. Dopo i primi colloqui (che i genitori riportano di aver percepito in maniera positiva) avviene un’inversione di rotta. G. comincia ad allontanarsi dal gruppo, anche dai suoi amici. Il suo rendimento scolastico cala, mentre i genitori non rilevano particolari cambiamenti sul piano emotivo e comportamentale del ragazzo a casa. Osservano che G. ha meno voglia di parlare della Scuola, ma imputano il fatto al passaggio evolutivo legato alla fase preadolescenziale. Basandosi sulla stessa convinzione, accettano senza troppe preoccupazioni un abbassamento del rendimento di G., che viene comunque valutato dagli insegnanti come sufficiente.Continua a leggere

Scuola

Il mal di scuola: nuove risposte dalla relazione docente-discente

Thomas Edison, Giacomo Puccini, Paul Cezanne, Albert Einstein, Thomas Mann, il profeta indiano Tagore, Daniel Pennac. Questi solo alcuni dei personaggi famosi dalla quale biografia è possibile evidenziare una qualche forma di “mal di scuola”, quasi in tutti i casi per motivi relativi all’incomprensione degli insegnanti della particolarità che caratterizzava i loro piccoli allievi o per l’inadeguatezza del metodo proposto alle loro aspettative e necessità. Ecco un estratto, adattato dall'ebook Emozioni e relazioni a Scuola di Ilaria Caracciolo (Ed. Circolo Virtuoso) che, di fatto, avvalora e sostiene la tesi dell'introduzione dell'ora curricolare d'intelligenza emotiva in classe, finalizzata al benessere dell'insegnante e all'apprendimento multisensoriale creativo degli studenti.Continua a leggere

emozioni e sentimenti
Crescita personale

Emozioni, empatia e sentimenti: sfumature, differenze e funzioni

L’emozione può essere definita come un’esperienza complessa, multidimensionale e processuale, che media il rapporto tra l’organismo e l’ambiente. L’organismo risponde ad uno stimolo esterno modificando il suo normale stato di quiete, con l’impulso all’azione e con specifiche reazioni fisiologiche interne. In termini evolutivi o darwiniani (“The expression of the emotions in man and animals”), la principale funzione delle emozioni consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza. Reazione che non utilizzi, cioè, processi cognitivi ed elaborazione cosciente. Quando, però, si entra in questo campo, compaiono i sentimenti.Continua a leggere