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Crescita personale, Crescita professionale

Storytelling di gruppo con il Metodo Autobiografico Creativo

Lo storytelling è, prima di tutto, uno strumento narrativo che permette di creare reputazione intorno ad un prodotto, ad un'azienda o a una persona. La stessa tecnica viene utilizzata per sviluppare il potenziale dei gruppi, attraverso l’armonizzazione delle relazioni dei singoli intorno alla storia del brand. Quando i partecipanti al gruppo conoscono la storia del brand, infatti, aumentano il livello della motivazione intrinseca e l’orientamento al compito che facilita il raggiungimento di performance di elevato livello. Il momento successivo è quello del coinvolgimento del pubblico (mercato e fornitori) che diventa protagonista dell’evoluzione e parte della storia dell’azienda. Il risultato dell’intero processo è la fiducia diffusa. Ecco, dunque, il contributo della narrazione di storie con il Metodo Autobiografico Creativo per creare attrazione.Continua a leggere

dirigente d'azienda intelligenza emotiva
Crescita personale

Razzismo in azienda: un quesito sull’intelligenza emotiva

Il razzismo in azienda è uno dei chiari limiti al raggiungimento di efficienza e di efficacia da parte dei gruppi di lavoro. D'altro canto, al leader è richiesto, più che un elevato QI, un alto quoziente emotivo per integrare tra di loro le diversità. Naturalmente, se l'obiettivo è il successo nelle performances. Come vi comportate, allora, se siete il manager di un'impresa impegnata a promuovere il rispetto per la diversità etnica e vi capita di sentire qualcuno che fa una battuta razzista? Le reazioni emotive a simili comportamenti sono indicatori chiave dell’intelligenza emotiva del leader (se siete interessati all'argomento e volete approfondire, vi consiglio di fare anche questo semplice test sulla leadership). Ecco alcune possibili opzioni.  Continua a leggere

IKEA-Ingvar-Kamprad
Crescita personale

Il Signor IKEA e la felicità del genio creativo

Il Signor Ikea è stato un genio dei nostri giorni. Si chiamava Ingvar Kamprad e in pochi sapevano chi fosse, prima della sua scomparsa, il 28 gennaio 2018, all'età di novantun anni. Ha fondato un impero da oltre 65 miliardi di euro, comprava solo vestiti dal mercatino delle pulci e andava in giro in autobus. In autobus andò, qualche anno fa, a ritirare perfino il premio come imprenditore dell'anno in Svezia. Si racconta che gli uomini della sicurezza non lo riconobbero e non lo fecero entrare. "Voglio dare il buon esempio", rispondeva a chi gli chiedeva il perché di tanta semplicità. Un profilo basso di un uomo semplice che ha fatto della felicità il motore del suo genio creativo. Continua a leggere

Test

Che leader sei?

Il capo di un'impresa è sempre un leader? O, piuttosto, il leader è colui il quale viene eletto, anche solo sul piano emotivo, dalle persone di cui si circonda, senza esercitare un ruolo specifico? Cioè, dunque, la leadership è un'imposizione o uno stato emotivo di chi possiede carisma?

Spesso, anche per colpa della nostra cultura, i due livelli vengono confusi ma solo in pochi casi coincidono.

Tutti, infatti, possono promuovere idee o attività ma non per questo tutti possono definirsi leader. O esprimere il carisma che ne caratterizza le attitudini. A seconda delle naturali inclinazioni di ognuno, inoltre, è possibile delineare diversi profili.

Quale credi sia il tuo modello di esercitare la leadership con te stesso? Sei curioso di saperne di più?

Rispondi sinceramente alle domande e scopri che leader sei.

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Post

Morgan e l’empatia: l’arena di Amici 2017 come specchio dei tempi

Perché ostinarsi a cercar di cavare del sangue dalle rape? Voglio dire che quando una causa è persa in partenza, meglio non insistere e lasciare le cose così come sono. Anche quando sono imperfette. In psicologia si chiama capacità negativa. Bion la usava per riferirsi allo stato mentale che il conduttore di un gruppo dovrebbe ammettere per entrare in contatto con una verità emotiva al momento sconosciuta, imprevista o incontrollabile. Della leadership di Morgan, che personalmente condivido, mi sono già occupato in un articolo di circa dieci giorni fa (leggi di più in Tempi duri per i leader). Sono anche tornato sull'argomento, evidenziando vantaggi auspicabili e limiti di una leadership più attuale, democratica e condivisibile: l'ho definita la leadership ideale ma, di fatto, impossibile da realizzarsi nella società deintellettualizzata della post modernità.

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Crescita personale

La leadership della condivisione di William Wallace

Non è più tempo per la leadership autoritaria. Oltre due millenni fa gli antichi romani concepirono un sistema organizzativo a piramide, in cui gli ordini giungevano dall'alto.

Con la rivoluzione industriale il sistema piramidale venne adottato anche in economia ed applicato nella gestione delle fabbriche. La piramide non serviva tanto a garantire l'efficienza aziendale, quanto piuttosto a frapporre una distanza tra l'alta borghesia (i proprietari industriali) e la classe operaia. Le industrie venivano ubicate in palazzi a vetro in cui, dall'ultimo piano, quello del management, si potesse controllare il lavoro dei dipendenti, mentre ogni forma di relazione tra i vari reparti era mediata da supervisori, alla stregua di antichi centurioni. Struttura che, con gli anni, venne adottata anche da governi, nelle chiese, nelle scuole, negli ospedali e in altre organizzazioni.

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Crescita personale

Tempi duri per i leader

Storie di quotidiana arroganza giovanile. E' venerdì. Arrivo a casa pochi minuti prima delle 15. Accendo la tv mentre mi preparo qualcosa da mangiare (in sé, la cosa è già insolita). Canale 5. AmiciMorgan parla alla squadra dei bianchi. Istintivamente cambio canale in cerca di un tg ma qualcosa cattura la mia attenzione nell'istante in cui lo schermo si oscura in attesa dei frame del programma successivo. Torno indietro e ascolto. E' il discorso di un leader alla prese con la difficoltà di farsi riconoscere, accettareseguire nel ruolo di chi difende e porta avanti gli interessi del gruppo che rappresenta.Continua a leggere