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Metodo Autobiografico Creativo per la prevenzione del burn-out
Scuola

Strumenti per la prevenzione del burn-out dell’insegnante

Non accade e forse non accadrà mai. Ma sarebbe ideale che ci fossero i test psicoattitudinali anche per selezionare gli insegnanti. Solo così sarebbe attuabile una strategia di prevenzione primaria del burn-out. Ovvero, individuare in fase preliminare gli elementi di rischio nei tratti di personalità che hanno maggiore probabilità di sfociare in stress lavoro-correlato. L’alternativa, una volta immessi in ruolo, è creare idonei percorsi, come teorizzato da L. R. Mosher e L. Butti che raccomandano di utilizzare tecniche specifiche di prevenzione del burn-out. Ecco quelli più significativi.Continua a leggere

pronti ad imparare
Scuola

La scolarizzazione precoce è sempre un vantaggio?

La domanda sui tempi giusti per l'avvio alla scolarizzazione è di Nele Langosch, giornalista e psicologa tedesca. In un interessante articolo dal titolo "Pronti per imparare?", pubblicato nel numero di Ottobre 2017 della rivista di Psicologia e Neuroscienze "Mente & Cervello",  l'autrice riporta i risultati di recenti indagini che sfatano il mito della scolarizzazione precoce. Psicologi e pedagogisti sono, tuttavia, ancora divisi circa la sua reale utilità per i nostri bambini.

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dislessia e deficit del linguaggio
Comunicazione

Neurobiologia dei deficit del linguaggio: una finestra sulla dislessia

Che cosa succede, nel cervello del bambino dislessico in relazione alla produzione e alla comprensione del linguaggio? I moderni strumenti d’indagine, che permettono di vedere il cervello in azione, hanno modificato le concezioni dominanti per buona parte del secolo scorso. Dalla teoria localizzazionista, che considerava l’area di Broca e l’area di Wernicke come predisposte a tali funzioni, di fatto, si passa ad un modello più evoluto. Modello di pensiero secondo cui le funzioni linguistiche non vengono considerate di competenza di poche, ben definite, aree. Ma dove la produzione e la decrittazione dell’informazione linguistica interessano, piuttosto, gran parte della neocorteccia e delle reti neurali distribuite in aree diverse dell’encefalo.Continua a leggere

Scuola

L’insegnante responsabile: maestro di vita o formatore?

C’è un lavoro nascosto che l’insegnante svolge per prepararsi ad affrontare al meglio una classe e un anno scolastico. Non mi riferisco solo alla preparazione della lezione in classe ma a quella relativa alle attività mentali che segnano la differenza tra efficacia e inefficacia dell’insegnamento. I professori responsabili, nel senso latino di “coloro i quali professano un sapere”, sanno bene che il loro compito non si esaurisce negli orari di permanenza nell’edificio scolastico.

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Scuola

Il burn-out dell’insegnante: chi è esposto al rischio maggiore?

Molti e diversi sono i fattori che influiscono sul rischio di burn-out. Ho già affrontato l’argomento in un precedente articolo e ne consiglio la lettura per riprendere il filo del discorso. Gli ambienti della relazione d’aiuto, come abbiamo visto, generano, presso chi vi lavora, il rischio di bruciarsi. Tuttavia, benché un ambiente malsano sia un fattore predittivo del burn-out, esso ha maggiori possibilità di trovare terreno fertile davanti alla fragilità soggettiva.

In questa sede, dunque, approfondisco il tema delle caratteristiche della personalità come fattore predittivo dello stress lavoro-correlato, con particolare attenzione alla professione dell’insegnante.

Gli strumenti per la prevenzione che fornisco in coda saranno utili per dare ai professionisti della relazione d’aiuto indicazioni per la prevenzione e per la valutazione della personale propensione di cadere nelle trame del burn-out.Continua a leggere

burn-out insegnante e operatori sociali
Scuola

Burn-out: a rischio insegnanti e operatori sociali

Sentite venire meno le energie psichiche, la motivazione, l’autostima e l’autocontrollo? Vi sentite depressi, ansiosi, facilmente irritabili? Siete insegnanti, lavorate nel sociale o nella relazione di cura? Allora, ci sono pochi dubbi: avete bisogno di una bella vacanza e di prendervi cura di voi stessi. Per troppo tempo vi siete portato a casa il lavoro e ora non riuscite a liberarvene. Burn-out e stress lavoro-correlato si manifestano così.Continua a leggere

disortografia
Arti Terapie, Scuola

Disortografia e Arti Terapie: dall’osservazione alla strategia

La domanda è se la scuola tradizionale sia adeguata al bambino con disortografia o se, piuttosto, sia necessario pensare una didattica specifica per i DSA. Se la risposta è che occorre una didattica mirata, centrata su di una dimensione altra dell'apprendimento, allora, all'insegnante è richiesta una conoscenza che vada oltre la teoria. In particolare una conoscenza di tecniche corporee o una formazione specifica in Arti Terapie che permettono di filtrare le informazioni lungo un canale intimo che la didattica istituzionale spesso ignora. In questo articolo vediamo insieme quali consigli, utilizzando il gioco e la creatività, possono rivelarsi utili per l'insegnante alle prese con bisogni educativi speciali.

Ecco, dunque alcune attività che possono aiutare educatori ed insegnanti ad intervenire sulla disortografia. Continua a leggere

Arti Terapie, Scuola

Discalculia: che cosa può fare la Musicoterapia

Ci siamo già interrogati sulla questione se sia possibile ripensare la didattica per i bambini con DSA. Parlando di discalculia il tema ricorre, data la sua frequente comorbilità con la dislessia nei disturbi specifici dell'apprendimento. Ma che cos'è, esattamente la discalculia? Come è possibile riconoscerla? E quali strategie è possibile mettere in campo per arginarne gli effetti e contrastarla? Ecco alcune risposte che arrivano dalle Arti Terapie e, in particolare, dalla MusicoterapiaContinua a leggere

tecniche corporee per la disgrafia
Arti Terapie, Scuola

Disgrafia: Danzaterapia e tecniche corporee come strategia

Le più efficaci strategie d'intervento per contrastare la disgrafia, a detta dei pedagogisti che si occupano di bisogni educativi speciali,  includono tecniche corporee ed esercizi motori per il rinforzo del tono muscolare. Vuol dire, in altre parole, che la scuola ha il compito di introdurre attività orientate ad una forma di apprendimento che permetta la sperimentazione del movimento in forme diverse da quelle abituali. In sintesi, come per gli altri DSA, occorre ripensare la didattica per i bambini disgrafici, se l'obiettivo è migliorare destrezza, controllo grafico e coordinazione oculo-manuale. Le Arti Terapie, in particolare le tecniche della Danzamovimentoterapia, offrono diversi spunti per associare creatività, gioco, movimento e memoria  finalizzati all'acquisizione dei fondamenti della scrittura. Continua a leggere