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terapie non farmacologiche per la demenza
Arti Terapie

Le terapie non farmacologiche per la demenza

Per terapie non farmacologiche per la cura della demenza si intendono tutti quegli interventi fondati su terapie non chimiche e solide teorie. Si tratta, dunque, di interventi volti alla cura della persona nelle sua interezza,  più che alla cura della malattia in sé. Interventi finalizzati alla valorizzazione delle potenzialità residue di ogni individuo per migliorarne la qualità della vita attraverso un rallentamento del decorso degenerativo della patologia. Continua a leggere

demenza Alzheimer narrazione memoria
Arti Terapie

Demenza di Alzheimer: la narrazione come linguaggio della memoria

Un laboratorio per il contrasto alla demenza di Alzheimer con la narrazione delle storie diventa autobiografico, anche se nato altrove. Assegnare i personaggi non toglie nulla, infatti, al senso delle storie che vivono sotto la cenere del racconto. In questo modo, fiabe e storie, scritte, narrate e drammatizzate in percorsi riabilitativi con le Arti Terapie, diventano testimoni di vita e linguaggi della memoria.Continua a leggere

dipendenza da smartphone
Crescita personale, Scuola

Apprendimento, dipendenza da smartphone e crollo del mito multitasking

Ormai è un dato di fatto: quella da smartphone è una nuova forma di dipendenza. Secondo recenti studi, due terzi delle persone ha paura di staccarsi dall’inseparabile compagno. Il cellulare scarico, fuori campo o connessione per una giornata intera crea disturbi assimilabili all’astinenza di chi è dipendente da alcol o droga: tremiti, senso di insicurezza e smarrimento. La sola considerazione da fare è che gli smartphone ci stanno condizionando la vita. Così, spesso ci capita di avere la sensazione che il cellulare abbia squillato o vibrato o che ci siamo persi un sms, salvo accorgersi, guardando lo schermo, di non essere stati cercati. Continua a leggere

la negazione della comunicazione
Comunicazione

La negazione della comunicazione e le relazioni patologiche

“Ma vi assicuro che non volevo dire...”, stava rispondendo Alice ma la Regina Rossa la interruppe: “È proprio questo che ti stavo rimproverando! Tu avresti voluto dire un’altra cosa! Ma a che cosa credi che serva una bambina, se non conosce il significato delle parole che dice? Anche una sciarada ha un significato... E io voglio credere che una bambina sia più importante di una sciarada. Non puoi negarlo, anche se tenti con ambedue le mani.” “Io non nego le cose con le mani”, obiettò Alice. “Nessuno dice che lo hai fatto”, disse la Regina Rossa. “Ho detto che non puoi farlo, anche se tenti”. Continua a leggere

contagio emotivo
Crescita personale

Il contagio emotivo: che cos’è e come funziona

Che cos'è il contagio emotivo? Lo spiego con un esempio. Siamo a tavola. Gaia, la figlia di poco più di un anno e mezzo dei miei amici Mirko e Lilli, è nel seggiolone, accanto a quello di Maria Lucia, la nostra bambina della stessa età. All'improvviso, Gaia esplode in un pianto a dirotto. Maria Lucia la guarda e un istante dopo la segue a ruota. Non solo. Prende un pezzo di pizza che ha davanti e glielo porge, come atto consolatorio, mentre entrambe si disperano senza un motivo. Ecco, il contagio emotivo è questo: un sentimento di altri che contagia noi, proprio come se si trattasse di un virus sociale. Daniel Goleman, ne L'intelligenza emotiva, lo definisce come uno scambio emotivo, spesso impercettibile, in una continua interazione reciproca di tipo sotterraneo. Continua a leggere

Crescita personale, Scuola

Simpatia, flessibilità e coscienza di sé per i docenti più efficaci

"Lei avrebbe meritato ventisette, ventotto. Le ho dato trenta perché ho applicato il coefficiente di simpatia. A volte, quando qualcuno mi è antipatico, tolgo anche due, tre punti. Non c'è niente di peggio dell'antipatia. Sentire, invece, la sofferenza, il pathos, nel senso greco del termine, è una grande qualità per un medico." Sono le parole dell'anziano professore ad un giovanissimo Luigi Lo Cascio nel film La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana.  Ma essere simpatici serve solo nel mondo medico o è anche una qualità che rende efficaci i professori nella scuola? Se è così, allora chiediamoci quanto siano stati penalizzati gli studenti che si sono formati con insegnanti antipatici.Continua a leggere

Arti Terapie

Il suono dimenticato: la musicoterapia nelle demenze

Perdere il contatto con se stessi e con la propria storia personale. E’ quello che accade alle persone che si ammalano di Demenza. Che fare quando viene  consegnata una diagnosi del genere? La Demenza non è solo patologia del singolo. E' una patologia dell'intero nucleo familiare che suona come la perdita della speranza. Nessuna via d'uscita, nessuna cura. Ma le strade per rendere migliore la qualità della vita del paziente esistono. Una di queste è la Musicoterapia. Questo lavoro racconta l’esperienza in strutture residenziali per anziani con demenza. L’obiettivo? Far riscoprire la capacità di emozionarsi, di rivivere sensazioni dimenticate, di sorridere, di piangere…. Perché proprio le emozioni mantengono vivi e permettono di recuperare tasselli di storia personale attraverso il recupero della storia sonora. Continua a leggere

Crescita personale

Attenzione: lo smartphone fa perdere la lateralità

Quello che sto per raccontare può sembrare che non c'entri nulla con lo smartphone e con le disattenzioni che esso causa. Ma non è così. Alcuni giorni fa ero con la mia famiglia a prendere un gelato in una nota e affollata caffetteria di Porto Cesareo. Vedevo la cameriera che andava avanti e indietro, mentre noi eravamo seduti sul lato. Ho provato più volte ad attirare la sua attenzione: "Signorina! Per favore." Ho alzato anche la mano per farmi vedere, poiché notavo che lei sentiva la mia voce ma non riusciva ad individuarmi. Per forza: guardava solo davanti a sé. In quei secondi e poi al ripetersi della stessa identica situazione con altri clienti, scena a cui ho assistito mentre andavamo via, la ragazza non ha mai volto lo sguardo né a destra, né a sinistra. In entrambe le circostanze è stata la sua collega, ben più attenta e sveglia, a rispondere alle sollecitazioni dai tavoli. In tutto questo, la nostra cameriera non si è accorta di nulla. Continua a leggere