Tag: Daniel Goleman

emozioni e apprendimento
Crescita personale, Scuola

Quel filo invisibile che collega emozioni e apprendimento

Emozioni e apprendimento sono collegati poiché sono entrambi processi della nostra mente. Esattamente, i due livelli si incontrano e sono collegati sul piano della relazione. Davanti a relazioni positive, come quella che instaura un educatore che insegna con il sorriso e infondendo fiducia, essi convergono. Diversamente, relazioni poco gratificanti o, peggio, inadeguate, portano a una distorsione nella costruzione della realtà (che appare instabile) e sono molto spesso alla base dei deficit del linguaggio e dell’apprendimento. Con conseguenti disturbi emotivi e comportamentali che nel tempo si accentuano e diventano sempre più evidenti.Continua a leggere

contagio emotivo
Crescita personale

Il contagio emotivo: che cos’è e come funziona

Che cos'è il contagio emotivo? Lo spiego con un esempio. Siamo a tavola. Gaia, la figlia di poco più di un anno e mezzo dei miei amici Mirko e Lilli, è nel seggiolone, accanto a quello di Maria Lucia, la nostra bambina della stessa età. All'improvviso, Gaia esplode in un pianto a dirotto. Maria Lucia la guarda e un istante dopo la segue a ruota. Non solo. Prende un pezzo di pizza che ha davanti e glielo porge, come atto consolatorio, mentre entrambe si disperano senza un motivo. Ecco, il contagio emotivo è questo: un sentimento di altri che contagia noi, proprio come se si trattasse di un virus sociale. Daniel Goleman, ne L'intelligenza emotiva, lo definisce come uno scambio emotivo, spesso impercettibile, in una continua interazione reciproca di tipo sotterraneo. Continua a leggere

intelligenza sociale s
Crescita personale

Intelligenza sociale: abbiamo spazio per gli altri nella nostra mente?

Qual è l'errore più grande che un adulto possa commettere nel campo delle relazioni? Ritenere che gli altri siano fatti a nostra immagine e somiglianza. E' un modo infantile di pensare che, purtroppo, ricorre anche in molti "ex bambini". C'è di più. Non riuscire a vedere con gli occhi degli altri ci rende ciechi. Cioè, non riuscire a stare nella mente degli altri impedisce di mettersi nei loro panni. E questo inibisce l'empatia e la capacità di chiedersi criticamente come gli altri si sentano anche rispetto a noi. In altre parole, questo limite è l'esatto contrario dell'intelligenza sociale, una qualità essenziale per intrattenere relazioni significative. Spesso, infatti, ci induciamo una forma di autoinganno per non soffrire troppo, dal momento che le difficoltà sul piano empatico risultano funzionali sul piano emotivo e affettivo. Perché esse esplodono a quel livello ma, intervenendo, le emozioni ci aiutano a cancellare ciò che per noi è intollerabile invece di aiutarci a vederlo.

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Crescita personale, Scuola

Simpatia, flessibilità e coscienza di sé per i docenti più efficaci

"Lei avrebbe meritato ventisette, ventotto. Le ho dato trenta perché ho applicato il coefficiente di simpatia. A volte, quando qualcuno mi è antipatico, tolgo anche due, tre punti. Non c'è niente di peggio dell'antipatia. Sentire, invece, la sofferenza, il pathos, nel senso greco del termine, è una grande qualità per un medico." Sono le parole dell'anziano professore ad un giovanissimo Luigi Lo Cascio nel film La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana.  Ma essere simpatici serve solo nel mondo medico o è anche una qualità che rende efficaci i professori nella scuola? Se è così, allora chiediamoci quanto siano stati penalizzati gli studenti che si sono formati con insegnanti antipatici.Continua a leggere

intelligenza
Crescita personale, Scuola

I buoni voti a scuola sono garanzia di successo nella vita?

Questo signore nella foto è Howard Gardner. E' un insegnante e psicologo americano di origine ebraica. Le evidenze del suo lavoro nascono dall'osservazione dei bambini tra i banchi di scuola e fino all'età adulta e dimostrano che non esiste correlazione diretta tra prestazioni scolastiche e successo nella vita. Gardner, a cui sono legati gli studi e la teoria delle intelligenze multiple, è stato il primo, infatti, a smontare decenni di ricerche sull'intelligenza, in relazione alla quale la visione scientifica dominante non prendeva in considerazione le ingerenze della vita mentale emotiva.

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Crescita personale, Scuola

Perché un obiettivo è alla portata se si possiede intelligenza emotiva?

Come si chiama un secchione vent’anni dopo? Capo! Questa battuta non la trovi in un libro di barzellette. La cita Daniel Goleman per spiegare come, oggi, sia preferibile aver a che fare con persone che sanno il giusto e hanno maniere vincenti di trattare gli altri, piuttosto che con persone dalle grandi conoscenze ma senza competenze empatiche e modi persuasivi. Soprattuto, la usa per spiegare come questo modello di leadership oggi sia superato, senza capacità efficaci di intrattenere relazioni. I link consigliati ti guideranno in approfondimenti tematici all'interno di questo sito.

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Crescita personale

Che cos’è, come funziona e a che serve l’empatia?

Detta con parole semplici, l'empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri. E' il termine con cui le neuroscienze indicano lo stato mentale che interessa l'abilità di un individuo di immedesimarsi in un’altra persona in modo diretto ed esperienziale, fino a coglierne gli stati d’animo, le emozioni e i pensieri. Spesso e impropriamente confusa con la simpatia, l'empatia è un'attitudine innata ma che, in realtà, varia per intensità da soggetto a soggetto. In assenza di patologie, essa dipende dall'indole, dalla sensibilità, dalla storia personale, dalla cultura, dalla formazione e, secondo scoperte relativamente recenti, anche dal sesso (le donne avrebbero una spiccata dote in tal senso, molto più sviluppata che negli uomini).

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