Tag: comportamento

emozioni e apprendimento
Crescita personale, Scuola

Quel filo invisibile che collega emozioni e apprendimento

Emozioni e apprendimento sono collegati poiché sono entrambi processi della nostra mente. Esattamente, i due livelli si incontrano e sono collegati sul piano della relazione. Davanti a relazioni positive, come quella che instaura un educatore che insegna con il sorriso e infondendo fiducia, essi convergono. Diversamente, relazioni poco gratificanti o, peggio, inadeguate, portano a una distorsione nella costruzione della realtà (che appare instabile) e sono molto spesso alla base dei deficit del linguaggio e dell’apprendimento. Con conseguenti disturbi emotivi e comportamentali che nel tempo si accentuano e diventano sempre più evidenti.Continua a leggere

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Post, Scuola

Miur: sarà la scuola del docente inclusivo e dell’intelligenza emotiva


Sembra davvero che i tempi siano maturi. In Spagna, d'altro canto, da alcuni anni è stata istituita l'ora dell'intelligenza emotiva tra le attività  didattiche in classe per migliorare l'ambiente di apprendimento. La scuola iberica ha, dunque, abbracciato l'idea di Edward De Bono, lo psicologo accostato al pensiero divergente e al problem solving creativo, di aiutare gli studenti a imparare a rendersi autonomi nella ricerca delle soluzioni, grazie alla creatività e allo studio delle emozioni. Ora tocca alla scuola italiana. Così, con la pubblicazione del dossier “Sviluppo professionale e qualità  della formazione in servizio”, il Ministero della Pubblica Istruzione getta le basi per la nascita, nel nostro Paese, del docente inclusivo per un modo trasversale d'intendere l'insegnamento. Anche i nostri professori, in altre parole, andranno a scuola d'intelligenza emotiva.

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turbolenza intelligenza emotiva
Crescita personale

La turbolenza: un quesito sull’intelligenza emotiva

Se volate spesso e qualche volta avete affrontato una violenta turbolenza, allora conoscete bene il significato della parola "strizza". La paura in quota non può risolverla nessuno, a parte voi stessi. Serve, dunque, trovare delle armi interiori per riportare la tranquillità nel vostro corpo che vive un momento di allarme. Allora, in che modo vi comportate, mentre il vostro areo sembra prendere delle buche per strada, salvo rammentarvi di essere a 10.000 metri da terra? Il comportamento più istintivo è quello di osservare immediatamente la reazione degli altri viaggiatori, per comprendere se voi siete i soli ad essere preoccupati. Le reazioni allo stress, come in questa situazione, sono, del resto, indicatori chiave dell'intelligenza emotiva. Ecco alcune possibili risposte.Continua a leggere

metacomunicazione e relazioni efficaci
Comunicazione

La metacomunicazione per risollevare i rapporti conflittuali

Il marito è solo in casa e riceve una telefonata da parte di un amico che vive fuori e che per due giorni sarà in città per lavoro. L'amico decide di invitarlo a casa, sapendo che anche la moglie sarebbe stata contenta e avrebbe proposto la stessa cosa. Tuttavia, la moglie arriva a casa e i due hanno un'accesa discussione, pur essendo d'accordo sul fatto che la cosa più giusta era proprio quella  di invitare l'amico. Il motivo, molto probabilmente, è da ricercarsi nel disaccordo con il marito a causa di una precedente discussione.Continua a leggere

il linguaggio spiega la nostra visione del mondo
Comunicazione

Il linguaggio che usiamo spiega la nostra visione del mondo

Il cervello umano è lo stesso degli uomini di ottomila anni fa. Lo afferma Paolo Legrenzi, Docente di Psicologia dell’Università di Padova, nel suo libro La mente. Quello che è cambiato è il concetto più immateriale di mente, a dimostrazione della non coincidenza delle due dimensioni. E', peraltro, il contributo della neurolinguistica la quale, per definire il linguaggio quale atto comunicativo, ignora le dispute tra le diverse filosofie della mente, secondo cui mente e cervello sono due entità separate, coincidenti o che si influenzano reciprocamente. Certo è che, se il cervello è rimasto lo stesso, la mente è profondamente diversa. Lo è rispetto al tempo e alle diverse aree geografiche, dimensioni in relazione alle quali il linguaggio, come espressione dei suoi contenuti, ha dato vita a culture diverse. Continua a leggere

Comunicazione

Spero che un giorno mi perdonerai: le parole del falso pentimento

Il 5 febbraio 2016 Luca Varani viene condannato a 20 anni di reclusione per aver sfregiato con l’acido la fidanzata, Lucia Annibali. Intervistato, Varani dichiara: “Spero che un giorno mi perdonerà.” TV e testate giornalistiche riportano la notizia del pentimento dell’uomo. "Falso pentimento", dichiara lo psichiatra Vittorino Andreoli. Dire “Spero che mi perdonerai” non è lo stesso che affermare “Sono tremendamente pentito per quello che ho fatto”. Anzi, denota esattamente l'opposto di qualsiasi pentimento.Continua a leggere

Arti Terapie, Scuola

Autismo: 3 strategie per motivare

Che cosa sappiamo dell'autismo? Attualmente molti quadri sintomatici differenti vengono designati (talvolta anche impropriamente) con il termine di autismo. Per questo si preferisce spesso parlare più genericamente di disturbi dello spettro autistico. All'interno di tale definizione si fanno oggi rientrare tutte quelle patologie caratterizzate da gravi alterazioni del comportamento, della comunicazione e dell'interazione sociale. Questo tipo di disturbo è classificato dall'American Psychiatric Association (DSM IV) col nome di Disturbi generalizzati dello sviluppo, poiché esso altera diffusamente la normale evoluzione della personalità. Le aree particolarmente compromesse sono quelle dell’ interazione sociale, della comunicazione (in particolare, del linguaggio) e del comportamento.Continua a leggere

Comunicazione

La differenza tra ascoltare e saper ascoltare

Non è passato molto tempo e lo ricordo ancora. Un paio di anni fa, Alberto, un mio caro amico sulla sessantina, mi chiama e mi chiede di parlarmi con una certa urgenza. Mi raggiunge dieci minuti dopo a Carmiano, in quello che era il mio ufficio prima del trasferimento a Lecce, e mi racconta la sua storia. "Ho bisogno di un consiglio" mi dice. "Ho fatto una cazzata. Mia moglie ha intercettato un sms, per così dire, un po' troppo affettuoso di una mia amica. Un casino. Mi ha cacciato di casa. Da due giorni sono tornato da mia madre. Alla mia età. E i miei figli non mi parlano."Continua a leggere

Comunicazione

Perché parlare non è sinonimo di comunicare?

Siamo fatti di comunicazione. E in tutto questo, verrebbe da dire, come si usa oggi, "le chiacchiere stanno a zero". Sono le relazioni che fondano il principio della socialità di cui abbiamo bisogno per evoluzione. E le relazioni si basano sulla comunicazione. Se vuoi approfondire l'argomento, ti consiglio questo mio articolo su relazioni e  comunicazione. Ma come facevamo a comunicare prima della comparsa del linguaggio? Eppure, ci siamo comunque sviluppati grazie alle interazioni con gli altri. Solo che oggi i più dimenticano che il linguaggio verbale è un rinforzo di quello non verbale, che risponde a bisogni evolutivi più complessi e specifici, attribuendo alle due modalità ruoli inversi.

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