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Comunicazione

Comunicare con il corpo: quando un silenzio vale più di mille parole

Serve davvero parlare, quando un silenzio può raccontare, di più e meglio di mille parole, chi siamo, quello che desideriamo, quello che pensiamo? Il corpo parla sotto forma di segnali di ogni tipo, spesso (talvolta, purtroppo!) al di là di ogni nostra intenzione. Perché si tinge del colore e prende le forme delle nostre emozioni. Le emozioni che non mentono mai, contrariamente a quello che sappiamo fare con le parole. I greci parlavano di a-leteia (ciò che non è più nascosto) per dire verità. Quella verità che è dentro di noi, nascosta nel profondo delle stanze buie dell'inconscio, che all'improvviso, qualcosa fa riemergere. Ed ecco che uno sguardo, un rossore in viso, un gesto inconsulto ci tradisce e parla di noi.Continua a leggere

Crescita personale

Quando una paura paralizzante ci salva la vita

Gli studi finora effettuati confermano il condizionamento che le emozioni esercitano sulla vita di ciascuno di noi. Condizionamento che, evidentemente, incide a seconda della diversa personalità ma anche della diversa cultura di ciascuno, ragion per cui le emozioni sembrano tanto migliorare quanto complicare la nostra esistenza. In generale, le emozioni sono dei campanelli d'allarme, funzionali alla sopravvivenza, che il nostro organismo attiva quando qualcosa che accade all'esterno ha il potenziale di alterare l'equilibrio interno, l'omeostasi dell'organismo. In millesimi di secondi le informazioni captate dai circuiti limbici, dove nascono le emozioni, vengono trasferite alla neocorteccia per la loro elaborazione cosciente.

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Crescita personale

L’importanza di comprendere ed esprimere le emozioni

Tullio De Mauro definisce le emozioni delle intense esperienze psichiche accompagnate da reazioni fisiche e comportamentali. Robert Soussignan afferma che le emozioni danno ‘colore’ alle nostre esperienze quotidiane; è fondamentale identificare le nostre esperienze e capirne le cause e le possibili conseguenze. Anche perché, come spiega Paulo Lopes, psicologo della Yale University, l’intelligenza emotiva favorisce la qualità delle nostre relazioni e aiuta a regolare le emozioni. Perché agevola quel meccanismo che è alla base della socialità e che prende il nome di empatia.Continua a leggere

Crescita personale

Che cosa sarebbe la nostra vita senza emozioni?

La domanda è di Robert Soussignan, psicologo contemporaneo del French National Centre for Scientific Research di Parigi.  Nel suo lavoro Emozioni, afferma che  "le emozioni colorano la nostra esperienza  quotidiana e accompagnano gli eventi importanti”. Praticamente la nostra vita è essa tutta un’emozione, un susseguirsi di gioie, dolori, piaceri, disgusti, collere, sorprese. Perciò, analizzando e razionalizzando la nostra vita, dobbiamo arrenderci all'evidenza che ogni nostro vissuto si accompagna a delle emozioni e che esse, a loro volta, sono accompagnate da manifestazioni corporee (aumento del ritmo cardiaco, espressioni del volto o del corpo) e comportamentali (avvicinamento, fuga, lotta) che ci permettono di adattarci alle circostanze. Continua a leggere

Crescita personale

Quando le emozioni diventano patologiche

Gioia, paura, disgusto, tristezza, collera sono emozioni che l'essere umano è in grado di provare quando si relaziona col mondo esterno e che gli procurano benessere, a volte malessere e che gli garantiscono la sopravvivenza. Così la collera lo incoraggerà all'attacco, la paura alla fuga, il disgusto gli farà rimettere il cibo avariato mangiato inavvertitamente e così via.

Quello che noi oggi sappiamo delle emozioni – e che risponde a evidenze scientifiche – è che esse dipendono da aree ben definite del nostro cervello, i gangli della base, particolari nuclei di sostanza grigia situati nella regione subcorticale del cervello, il cui malfunzionamento genera patologie che alterano la sfera emotiva (come, ad esempio, accade nei disturbi d'ansia e negli attacchi di panico).Continua a leggere