Il prodigio dei sette semini di Luz nel tempo senza tempo

Nel disordine delle idee, nella disgregazione dei valori e nel caos del tempo, l’amore può far germogliare la pianta della purezza che ripristina l’ordine delle cose e riporta la primavera. Quando un piccolo elfo convince la strega a farsi garante del rispetto e della cura, la punizione che il genere umano si autoinfligge può restare sospesa. Che sia solo un sogno è tutto da dimostrare. Grazie, Giulia, per questo affresco creativo che è, contemporaneamente, in continuità con questa fiaba, dentro e fuori dal nostro tempo. 

L’anima della Terra

C’era una volta un posto magico e selvaggio. Un posto che nessuno mai sul pianeta Terra aveva visto. Era così nascosto sotto l’erba, gli alberi, le cascate e i fiumi che si diceva che fosse l’anima stessa della Terra.

In esso tutto si era fuso: gli alberi volavano da una collina all’altra, gli uccelli sapevano strisciare come gli insetti e gli insetti vivevano sugli alberi, dove costruivano i loro nidi itineranti. Anch’essi, infatti, migravano quando le loro case-alberi decidevano di andare ad esplorare altri territori.

In questo posto infinitamente grande e piccolo allo stesso tempo, si ergeva una grande Montagna Sacra dove la natura tutta era cosi con-fusa che ogni giorno (composto da settantordici ore) le stagioni compivano la loro danza: all’inverno-notturno seguiva la solare primavera, periodo in cui fiori di cartapesta liquida cantavano, farfalle diventavano bruchi, fili di foglie si univano per comporre grattacieli di paglia; e poi, in estate, le pietre bruciavano di un fuoco intenso e diventavano cenere in autunno, quando le foglie secche formavano ponti di aria che portavano i soli a dormire. E così all’infinito, ogni lunghissimo-cortissimo giorno si srotolava.

L’elfo di nome Luz

Nella strana magia di questo luogo viveva Luz, piccolo elfo dalla pelle marrocincina e gli occhi color arcobaleno.

I suoi ricci color oro danzavano nell’aria ogni volta che Luz intuiva qualcosa. Già, intuiva, perché in questo mondo nessuno, ma proprio nessuno, pensava. Semplicemente, si era.

Luz aveva anche una lunga coda pelosa che cambiava colore in base alle emozioni che provava. E quel giorno era verde: segno che lui stava bene e si sentiva aperto e sereno. Saltellava da una parte all’altra, aggrappandosi a quello che trovava. Poteva essere il becco del cane moschettiere o il ramo del pino gassoso o, quando ci riusciva, prendeva la spinta sulla pancia della vacca dei mille colori. Se, poi, era particolarmente fortunato, incontrava il suo amico Arcobalicorno che lo portava in giro a cantare note di aria colorata.


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Il lago incantato

Accadeva spesso. Ma non quel giorno. Quel giorno il suo amico non c’era. Per questo, Luz era finito al Lago delle Sue Brame: un lago incantato, dai colori cangianti boreali che riflettevano come uno specchio le sfumature del cielo. Giunto nei pressi del lago, Luz incontrò un Fiorellino Ballerino tutto bianco che danzava a scatti e in maniera mooooolto strana (era, infatti, un ballerino buto!). Fu lui a rivolgersi a Luz:  “Prendimi, prendimi! Ho un messaggio per te!”

Luz lo afferrò e si avvicinò al Lago delle Sue Brame. Si  mise sulla riva, si avvicinò per guardarsi riflesso e magicamente vide il Fiorellino Ballerino gigante che stringeva nelle mani il piccolo Luz: si erano scambiati i ruoli!

“Ascoltami, mio caro Luz: dalla superficie è arrivato un avvertimento! A quanto pare, i serpenti volanti hanno avvistato un pericolo. La Strega del Tempo sta arrivando a portare qui i mali della superficie: vuole portarci una cosa che chiamano denaro, superpepati o non so bene cosa, automobili e una cosa che proprio non capisco cosa sia che chiamano governo.”

“Brrrr! Non so cosa sia ma questa parola mi fa venire i brividi”, rispose Luz.

“Sìììì!”, replicò il fiorellino.

“Dobbiamo fare qualcosa! Ma cosa?? Che cosa possiamo fare??”

“Sogna”, disse il fiorellino! “Sogna, Luz: devi sognare!! Va’ sotto l’Albero dell’Ispirazione e dormi. Così sognerai e potrai chiedere alla parte più saggia di te di mostrarti la soluzione!”

L’Albero dell’Ispirazione

E così fece. Ringraziò il Fiorellino e il Lago, tornò alla sua grandezza naturale e andò all’Albero dell’Ispirazione. Era un Albero strano, più degli altri. Aveva le radici in aria e la chioma in basso che creava il giaciglio ideale per potersi sdraiare e addormentare. I suoi frutti erano lucciole che non si illuminavano come sulla terra ma che si accendevano e spegnevano come uno strobo. O, se preferite, come le luci magiche dell’albero di Natale. E così Luz si addormentò in questa atmosfera in stile discoteca cosmica. E mentre il suo corpo rimaneva lì, immobile, in realtà con la mente (così si racconta) fece un grande viaggio tra le stelle, i mari e gli oceani della superficie terrestre.

Si accorse che in superficie stavano veramente messi male!!! Inquinavano l’acqua e il cibo che loro stessi consumavano, distruggevano con bombe chiamate intelligenti le tane di tutti gli abitanti. Che avevano costruito loro stessi, poi! Luz proprio non ci poteva credere. Volò anche in una grotta nascosta tra le montagne rocciose di un posto sperduto vicino al deserto. Lì incontrò la Strega del Tempo, sola, nuda, ricoperta di una pelle nera fatta di angoscia e solitudine. Piangeva la strega. E ogni lacrima si trasformava in un liquido sporco, denso, simile al petrolio.

La Streghetta del Tempo e della Terra

“Oh, Streghetta del Tempo e della Terra, non piangere così: a tutto c’è una soluzione! Ti prego: non portare nel cuore della Terra i superpepati e le altre cose brutte.”

“Sì, invece! La vostra Terra merita una punizione! Voi meritate una punizione. Tutto ciò che una volta era brillante adesso è stato risucchiato nell’oscurità”, disse arrabbiata.

“Ma perché, strega? Proprio non capisco!”

“Sai cosa credo? Credo che l’uomo, costretto dal suo mal d’amore, abbia voluto imporre il suo potere sull’altro, pur di non affondare nella sua solitaria insicurezza.”

“Insicurezza? Non conosco questa parola”, disse Luz.

“Insicurezza è come una zecca che si attacca al cuore e ti fa avere paura di non essere accettato.”

“Paura? Accettato? Mah! Certo che parlate proprio strano qui: non conosco queste parole. Ma, quindi, semplicemente, l’uomo della superficie ha bisogno di Amore?”

“Bravo! E’ proprio così.” Disse la strega, asciugandosi le lacrime nere.


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Luz e l’Amore

“Ma è perfetto! Io sono Luz e conosco benissimo Amore! Ci parlerò!” Fece, allora, un gran balzo e, prendendo la spinta su una nuvola di pane che era sulla loro testa, si lanciò tra le stelle e scomparve insieme a loro.

Dopo qualche istante riapparve e, scendendo dal cielo, arrivò giù e sbatté il culetto.

“Ahia! Devo ancora imparare bene la fase di atterraggio! Guarda, Streghetta. Guarda cosa mi hanno dato Amore! Sapevo di poter contare su di loro.”

“Loro? Perché parli al plurale?”

“Non lo sai? Amore è un essere d’oro: è la fusione di una bambina con un bambino, una donna, un uomo, una vecchia e un vecchio. Ma devo dirvi tutto io? Non sapete proprio niente qui? Andiamo bene!”

E continuò: “guarda. Guarda che mi hanno dato.” Aprì la mano e ne uscì fuori una luce fortissima. Luz nel suo palmo aveva sette semini di sette colori diversi: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola.

I sette semini prodigiosi

“Streghetta, pianta il seme Rosso per sviluppare il rispetto e il radicamento con la terra; quello Arancione per  la creazione, quello Giallo per la voglia di fare, quello Verde per amare sé e gli altri, quello Blu per comunicare, quello Indaco per intuire e quello Viola per sentirsi parte di questi infiniti universi.” Così mi ha detto Amore.

“Grazie, Luz. Lo farò. Seminerò questi semini nella terra! Ma tu dici che si vedranno presto i frutti?”

 “Eh, no, Streghetta. Bisognerà aver pazienza, come accade per una piantina che nasce e cresce. Ma abbi fede: questi semini di Luce aiuteranno la terra a rinascere! Me l’ha detto l’Amore.” Seguì una lunga pausa. Poi, riprese: “Ora devo andare! Sta per arrivare la primavera e da noi è arrivato il momento di svegliarsi! Mi fido di te, Streghetta del Tempo. Abbi cura e fa’ un buon lavoro”, furono le sue ultime parole, prima di svanire nel nulla.

In quello stesso istante, Luz si risvegliava sotto l’Albero dell’Ispirazione ed era già primavera. Ragnatele di sassi roteavano nell’aria e tutti i soli ballavano nel cielo creando grandi coreografie a forma di spirale.

Luz si sentiva felice perché era contento di essere tornato nel suo mondo. Quando si riebbe dal torpore, si accorse che nella mano stringeva ancora qualcosa. La aprì e vide un semino Bianco.

Si ricordò che Amore gli aveva chiesto di piantare quel semino nel posto che riteneva il più adatto a far germogliare la Pianta della Purezza. Il luogo che avrebbe scelto Luz nessuno avrebbe mai potuto contaminarlo o distruggerlo.

Così, si mise al lavoro.

Il tempo senza tempo

Appena ebbe piantato il semino, una goccia cadde sulla sua testa. Alzò lo sguardo e vide che una Pioggia Arcobaleno stava scendendo dalla superficie: i semini stavano dando i loro frutti.

Chiamò, allora, tutti i suoi amici: alberi volanti, cani moschettieri, lucertole coi baffi, sassi ragnatele e fiori ballerini buto presero a festeggiare la vita e la terra.

Così continuarono per un tempo che è senza tempo, vivendo insieme felici e contenti!


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