Il brutto voto: un quesito sull’intelligenza emotiva

studente universitario inteligenza emotivaPrendere un brutto voto non piace a nessuno. Neppure a chi sa, in fondo, di meritarlo. Figurarsi a chi è certo della propria preparazione. Vi è mai successo? Allora, provate ad immaginare questa situazione: ad un esame universitario puntavate al 30 ma avete preso solo 18. Come reagite? Le risposte emotive a simili imprevisti sono indicatori chiave dell’intelligenza emotiva. Ecco le quattro possibili opzioni di risposta per autovalutare il quoziente emotivo personale, in base ad un test pubblicato dalla Rivista di Psicologia e Neuroscienze “Mente e Cervello” nel Numero di Luglio/Agosto 2006.

Le 4 opzioni

Siete uno studente universitario che spera di ottenere 30 in una materia importante per le future aspirazioni di carriera. Scoprite di aver preso 18 nel test preparatorio all’esame. Che fate?

  1. Elaborate un piano per migliorare il voto e decidete di ripresentarvi alla sessione successiva.
  2. Decidete che vi mancano le doti necessarie per seguire quella carriera.
  3. Vi dite che non è davvero importante come andate in quella materia e vi concentrate su altri corsi in cui avete voti migliori.
  4. Andate a parlare con il professore e cercate di convincerlo a darvi un voto più alto.

Gli studi dimostrano che formarsi all’intelligenza emotiva comporta una riduzione del 30% del cortisolo, l’ormone dello stress, ed un più elevato tasso di benessere nelle persone.


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La risposta emotivamente più corretta

Nel video che segue è contenuta la risposta considerata dagli esperti quella emotivamente più corretta.


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