Bugiardi dentro: fenomenologia della menzogna seriale

bugiardi dentro e menzogna serialeUn mio amico era solito dire: “Negare tutto, anche l’evidenza”. Non so se ne sia ancora convinto ma sono passati molti anni. Oggi il web smaschera la menzogna in un clic. Per questo è sempre difficile restare coerenti nel tempo. Del resto, se è vero che le bugie hanno le gambe corte, c’è da riflettere su quanto impegno occorra metterci a mantenere la coerenza nella bugia. Questi tempi che decantano tanto etica e verità sembrerebbero emarginare i bugiardi, i quali, tuttavia, sono sempre in agguato. Partner traditi, truffatori di ogni specie e millantatori sono ancora attori protagonisti sul palcoscenico della vita di ogni giorno. Ma la neurobiologia delle emozioni spiega come fare a smascherarli.  

L’interesse della neurologia per la menzogna

La letteratura di tutti i tempi è piena di esempi di personaggi dall’indole bugiarda o di situazioni rocambolesche in cui la menzogna ha determinato le sorti della trama. In effetti, può capitare, volenti o nolenti, di imbattersi nella bugia. Sia che la si dica, sia che la si subisca, ognuno di noi si è ritrovato nell’imbarazzo di capire se ciò che è stato detto o fatto un po’ fuori dalla consuetudine risultasse veritiero.

L’argomento chiama in causa sia le neuroscienze che studiano i meccanismi neuronali che governano le emozioni sia il linguaggio del corpo. Lo studio delle micro espressioni facciali è diventato, infatti, centrale, ad esempio, nelle tecniche di interrogatorio in ambito militare o di indagini criminali. Gli stessi studi, che permettono di cogliere le sfumature tipiche della mimica di chi mente, oggi sono largamente usati anche per migliorare la comunicazione, che nasce principalmente dal corpo e dalle emozioni che esso trasmette.

Mentire a fin di bene

Comunemente si afferma che la menzogna abbia un’accezione relativa, dal sapore agro-dolce, a seconda che essa venga detta col pavido scopo di ingannare o a fin di bene. Come pure si dice che qualcuno può mentire per timidezza, senza cattiveria. Sta di fatto che ogni fandonia viene detta per ammansire una verità che potrebbe sconvolgere o semplicemente alterare un certo status quo. Nessuno, naturalmente, ama sapere di essere stato tradito, poiché chi mente esercita sempre un allontanamento dalla emotività del proprio interlocutore. E anche perché, tanto che le bugie vengano esperite dai più piccoli o dagli adulti, si rivelano sotto forma di comportamenti pressoché ambigui.

Mio fratello Raffaele, ad esempio, quando faceva la scuola elementare, era un mentitore seriale. Credo abbia fatto morire nostra nonna almeno sei o sette volte nei cinque anni, per giustificarsi del non aver fatto i compiti a casa. Almeno altrettante volte gli hanno rubato i libri, ha perso i quaderni ecc… Se, però, da un bambino di sei anni che smascheri subito te lo aspetti, anche se infastidisce lo stesso, con un adulto è un po’ diverso.

È possibile smascherare le bugie?

Certo, le falsità possono essere smascherate. Ma non esiste un sistema infallibile per riuscirci. Serve essere molto attenti (e mediamente noi non lo siamo) ed essere disposti a correre il rischio dell’infelicità. Per questo, a volte, decidiamo di passare per stupidi: per non soffrire troppo.  Se, però, decidiamo di andare in fondo ai nostri sospetti, possiamo scorgere più di qualche indicazione che può confortare il nostro punto di vista rispetto ad affermazioni palesemente non veritiere.

Se qualcuno ci dice una bugia, infatti, il suo corpo lancia dei segnali involontari che, se correttamente decodificati, anche in rapporto alle nostre sensazioni, permettono di smascherare una falsità abbastanza facilmente. E’ scientificamente provato che tra il linguaggio del corpo e la verità di un’affermazione c’è una stretta connessione. Il corpo non mente perché le emozioni che esso trasmette non possono mentire.

Ma ci sono dei però che lasciano e sempre lasceranno aperta la porta del legittimo dubbio:

  • che consapevolezza ha di questo scambio di informazioni emotive chi riceve un messaggio menzognero?
  • Siamo sicuri che i nostri sospetti infondati non vengano alimentati dal voler vedere a tutti i costi una menzogna?

Fenomenologia della menzogna 

Allora, vediamo qualche semplice osservazione che tutti possiamo compiere per smascherare il bugiardo. Chi mente ha, infatti, comportamenti vistosamente ansiosi e tesi, dovuti all’aumento del ritmo della respirazione e del battito cardiaco. A noi si presenta così.

  • Si tocca il naso: l’adrenalina provocata dall’emozione fa affluire più velocemente il sangue ai capillari dell’olfatto.
  • Aggrotta la fronte o muove le sopracciglia in modo diverso.
  • Si morde le labbra, si tocca l’orecchio, i capelli, la testa o la bocca: l’inconscio lo porta a trattenere le bugie che si stanno pronunciando ma poi, strada facendo, la mano cambia percorso.
  • Suda, arrossisce e deglutisce con difficoltà, rotea gli occhi (se verso sinistra rappresentando dettagli veri della memoria, se verso destra ricercando vere e proprie invenzioni);
  • Annuisce o scuote la testa in senso di negazione ma in contrasto con quello che si sta asserendo.
  • Altera il tono della voce e inizia  a parlare improvvisamente in maniera più veloce.

Per smascherare le menzogne occorre conoscere la comunicazione non verbale. Se ti interessa l’argomento, seguendo questo link troverai il mio corso online sulla Comunicazione Efficace. Se sei un insegnante, puoi usare anche la tua Carta del Docente.

Comunicare Efficacemente


Il bugiardo seriale

Poi, c’è quello proprio bravo, un praticone, un maestro, un cattedratico della menzogna, che riesce a controllarsi per non farsi scoprire. Ecco come manipola il suo interlocutore.

  • Tiene il contatto visivo: un bugiardo abile mantiene lo sguardo verso l’altro per controllare le sue reazioni, sapendo che, più a lungo ci riesce, più sarà probabile non essere smascherato.
  • Sistema o giocherella con accessori e abbigliamento.
  • Si sofferma a lungo su dettagli irrilevanti, di poca o nessuna attinenza con l’argomento in questione, al solo scopo di distogliere l’attenzione dalla bugia.
  • Risponde ad una domanda cominciando con le medesime parole della domanda stessa. Oppure prende tempo nel dare una risposta, esagerando umorismo e sarcasmo.
  • Aggredisce, riversando sull’altro responsabilità simili a quelle che gli vengono imputate. Ma questo è un caso comune a molti altri comportamenti.

Il bugiardo patologico

Una categoria a parte è rappresentata dal bugiardo patologico. Viene definito così chi racconta bugie ed inventa informazioni in maniera compulsiva. Solitamente, i mentitori patologici mentono per attirare l’attenzione, per la necessità di sopperire alla bassa autostima.

Le storie raccontate dai bugiardi di questo genere presentano sempre molte contraddizioni. Il loro linguaggio del corpo rientra quasi sempre nella norma ma alcuni piccoli gesti li tradiscono. Il bugiardo patologico cerca di suscitare la compassione di chi ascolta, esagerando i propri problemi o, talvolta, inventando malattie. Sistematicamente, costui presuntuosamente enfatizza i propri risultati personali e professionali.

Altri mentitori patologici mentono per noia, inventano avvenimenti non accaduti realmente per il semplice gusto di creare conflitti e problemi. Non raramente si attribuiscono le storie vissute da altri e, quando raccontano ripetutamente il medesimo episodio inventato, cadono sistematicamente in contraddizione. Le varie versioni differiscono sempre non solo in qualche particolare ma anche proprio nella struttura stessa del racconto.

Ecco: questi ultimi sono i peggiori tra tutti i bugiardi patologici e, se potete, statene alla larga. Sono persone pericolose che non hanno alcuna consapevolezza della realtà. E che portano solo guai.

Certezze o dubbi?

Beh, senza una piena confessione, il dubbio resterà. Ma almeno potrete scegliere con chi avere a che fare, no?


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