Mettersi in proprio in barba alla crisi e alla concorrenza

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C’è la crisi. Poi c’è la lenta ripresa. Poi, con il benessere, arriva la concorrenza. Qual è il momento giusto per mettersi in proprio? E’ sempre una questione di punti di vista, quelli da cui si osservano i diversi momenti dell’economia. Quello sbagliato è un alibi per giustificare a se stessi la mancanza di spirito d’iniziativa. Quello corretto apre la mente alla corretta lettura dei tempi e delle opportunità che comportano. Per fortuna, c’è chi la crisi la combatte. E proprio della crisi fa la sua più grande opportunità

Albert Einstein e la crisi

Nel 1955 Einstein scrive: “Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa. La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E’ dalla crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni.”

Dopo oltre 60 anni, le sue parole risuonano attuali come non mai.

  1. Spirito di iniziativa con
  2. implementazione della qualità dei servizi offerti,
  3. senza, tuttavia, aumentare i prezzi

rappresentano una ricetta vincente. I momenti di difficoltà per uscire dalle crisi economiche non possono essere affrontati con gare al ribasso. Ma solo attribuendo valore a quel che si fa, condividendo quel valore con la collettività per permettere a tutti un agevole acceso a risorse di qualità. Così i grandi imprenditori hanno trasformato le sfide delle loro aziende in grandi opportunità.

La concorrenza

Se non c’è la crisi, c’è il benessere. E il benessere porta aumento di domanda e, di conseguenza, dell’offerta. perché dovrebbe essere meno pericolosa della crisi? Anche la concorrenza, infatti, rappresenta una grande opportunità, se si riesce sfruttarla. Naturalmente, mercati saturi non sono consigliabili per avviare la propria impresa. Diverso è ritagliarsi una nicchia anche in un mercato apparentemente saturo. Cioè, in un mercato in cui si va a configgere con aziende già radicate in un dato settore.

Faccio un esempio che riguarda il mio settore, le Arti Terapie. Esistono in Italia diverse scuole. Non tantissime, in verità. Ma immaginiamo che il mercato, per piccolo che sia, sia saturo dei grandi nomi che si occupano di questo da decenni. Sia chiaro che faccio puramente un esempio, dato che i grandi nomi delle Arti Terapie in Italia oggi collaborano con me. Se arrivo io, fondo Artedo e propongo una formazione che porti la creatività in azienda, mi ritaglio una nicchia nella nicchia. Perché amplio il mercato, proponendo una diversa declinazione della medesima disciplina. Così facendo, aggiro la concorrenza.

Un principio generale

Ecco, vale ovunque. Una ricerca di mercato, tuttavia, non è mai una cattiva idea per chi voglia sondare il terreno per qualunque iniziativa.  La mia idea è che oggi c’è da auspicarsi che esista concorrenza.

  • Perché ciò significa che c’è mercato.
  • E vuol dire anche che altri hanno lavorato sulla diffusione della cultura di nuove opportunità di cui si avvantaggeranno i nuovi attori. Specie se si muoveranno eticamente e con qualità incontestabili.
  • In caso di mancanza di concorrenza, infatti, occorrerà muoversi da pionieri. Il che rappresenta grandi vantaggi ma, al tempo stesso, richiede un forte impegno di diffusione di informazioni che facciano apprezzare la nostra iniziativa.

Basta alibi!

Insomma, non esistono alibi per chi intende muoversi. Ecco come agisce un imprenditore di se stesso:

  1. Costruisce i risultati a piccoli passi, ciascuno realizzabile in tempi ragionevoli. Il successo verrà subito dopo.
  2. Incontra molta gente e parla della sua azienda con entusiasmo  senza stancarsi.
  3. Affronta gli imprevisti senza perdere il controllo e non si perde in lamentele inutili.
  4. Costruisce il suo successo dall’ascolto e dall’esperienza sul campo. I “si dice” nel mondo reale servono a poco.
  5. Appena raggiunto un obiettivo, pensa subito a quello successivo.
  6. Mette il cuore in tutto quello che fa.

Se ti riconosci in questi 6 punti, anche l’impresa etica di Artedo potrebbe fare al caso tuo. Informati e ne riparleremo.


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