Cari studenti, sarà la scuola che desiderate

valeria fedeli studenti“Non riesco più a tollerare la distanza generazionale con gli studenti. C’è bisogno di docenti più giovani”. Questo è l’interessante commento che un’insegnante di lettere ha rivolto alla Ministra Fedeli durante la recente intervista radiofonica andata in onda su Radio 1. Docente di lungo corso (oltre trentacinque anni di insegnamento), la signora Maria, ha proposto uno spunto di riflessione tutt’altro che banale. Si è fatta portavoce di un malessere e di un senso di inadeguatezza che oggi moltissimi insegnanti stanno vivendo nelle nostre scuole. Soprattutto coloro che hanno sempre cercato di svolgere il proprio mestiere con passione, motivazione e onestà.

Finalmente qualcosa di serio

Me ne sono personalmente occupato in moti articoli. Lo farò ancora, a proposito di didattica d’inclusione, proprio per sottolineare come gli insegnanti oggi necessitino di strumenti per essere messi nella condizione di rispondere a esigenze che non sono più quelle di una volta. Per questi i docenti sono affaticati,  demotivati e appesantiti. Sono questi ultimi a sentire maggiormente la frustrazione e il peso di una professionalità sminuita, carente e sotto certi punti di vista, frammentata. “Ogni giorno mi relaziono, con fatica, con studenti che sento molto lontani da me”, ha continuato la docente.

Soltanto chi nutre un reale interesse per la scuola e per la formazione dei ragazzi è in grado di rilevare e ammettere che le proprie competenze non sono più sufficienti a colmare i nuovi bisogni del mondo dell’istruzione. La stessa ministra Fedeli ha commentato che occorre investire molto nelle nuove generazioni di docenti. È doveroso riconoscere che gli studenti di oggi sono portatori di esigenze didattiche completamente differenti rispetto al passato. Basti pensare che, già agli esordi del percorso scolastico, possiedono competenze digitali che molti docenti non hanno ancora acquisito. E che, in un certo numero di casi, non acquisiranno mai.

Quindi, ben venga una riforma. E’ questione di buon senso.

Competenze trasversali e aggiornamento continuo

La riforma della formazione e del reclutamento dei docenti prevede nuove competenze per le nuove leve.  Le novità previste dal decreto attuativo (Legge 107), andranno a regime nei prossimi 3-4 anni. Nel frattempo, saremo tutti d’accordo nel ritenere che la garanzia di un corpo docente formato e aggiornato costantemente sia un dovere della scuola e un diritto degli studenti.

È proprio a questi ultimi che Valeria Fedeli si è rivolta, con una lettera dal titolo: “Cari studenti, sarà la scuola che desiderate”. Con questo strumento la Ministra ha promesso un grande cambiamento della scuola, proiettata nel futuro, tanto nella forma quanto nella sostanza.

Agli insegnanti di ogni ordine e grado è richiesto

  • di andare nella stessa direzione degli alunni;
  • di non rimanere indietro;
  • di essere in grado di fronteggiare le nuove sfide di ogni giorno.

Il docente-coach

Il docente deve anche porsi come una guida, un orientatore e un facilitatore. Sarà suo compito facilitare, in altre parole, l’emersione dei diversi talenti degli studenti, senza aspettarsi da tutti lo stesso rendimento scolastico. Deve, dunque, saper essere anche coach, un motivatore motivato. La scuola ha bisogno di insegnanti che credano nelle potenzialità degli studenti e che sappiano trasmettere passione e consapevolezza.

Il Quadro Europeo delle Qualifiche

L’Italia, infatti, è troppo indietro rispetto all’allineamento della scuola pubblica al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF). Le nuove professioni, disciplinate dalla Legge 4/2013, sono già più avanti in tema di acquisizione di «Competenze chiave per l’apprendimento permanente». Alla scuola, ora, è richiesto di recuperar terreno, rispetto agli altri Stati Europei, in materia di

  • comunicazione (nella madrelingua e nelle lingue straniere);
  • competenza matematica, digitale, in scienza e tecnologia;
  • imparare a imparare;
  • competenze sociali e civiche;
  • spirito di iniziativa e imprenditorialità;
  • consapevolezza ed espressione culturali.

Fedeli alla scuola del futuro

Nella scuola del futuro, a dimensione di studente, serve restituire solidità al ruolo del docente e riconoscere in maniera ufficiale gli sforzi profusi da ciascuno. Fare l’insegnante è un lavoro intellettuale meraviglioso che merita di mantenere una dignità costante, lungo l’intera carriera.

Certo, serviranno nuovi strumenti perché i docenti si sentano essere messi nella condizione di esercitare al meglio la propria professionalità. Essere incoraggiati e motivati ad acquisire nuove competenze, oltre a potenziare quelle già presenti, sarebbe un buon inizio. Affinché sia chiaro a che cosa esattamente e concretamente serviranno.

Il mio punto di vista è che debbano essere semplicemente ripensate e riorganizzate le competenze. Questo perché valorizzare le modalità di essere insegnanti non appaia sottodimensionato davanti al caos del rigido rispetto di impersonali programmi ministeriali.


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